Speed skating, l'Italia trova un podio nella tappa di Coppa del Mondo in Norvegia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta scandinava del quarto round della Coppa del Mondo di pattinaggio di velocità su pista lunga, svoltosi nell'Olympic Hall di Hamar, ha riservato per la spedizione italiana un bilancio complesso, nel quale un risultato di prestigio ha finito per rischiarare un percorso di gare individuali spesso lontano dalle vette più ambite. La selezione azzurra, composta da quattordici atleti, gli stessi schierati nella precedente tappa olandese di Heerenveen, ha infatti affrontato il ghiaccio norvegese in un weekend che ha messo in luce, accanto a qualche difficoltà, anche la capacità di reagire nelle competizioni a squadre.

Le delusioni delle gare individuali

Le premesse per una due giorni di grandi performance, bisogna ammetterlo, non mancavano, considerato il palmarès di alcuni dei protagonisti in campo. Tuttavia, i cronometri delle gare individuali hanno talvolta disatteso le aspettative, come è accaduto a Davide Ghiotto nella distanza dei 5000 metri, dove il campione, pur essendo fra i favoriti, si è dovuto arrestare al settimo posto con un tempo di 6'15"88, un piazzamento che non riflette le sue potenzialità. Analoga sorte, seppur in un'altra specialità, è toccata nel settore femminile, dove l'atleta di riferimento si è trovata al di fuori della top-ten nei 3000 metri, un esito che ha contribuito a delineare un quadro complessivo non privo di ombre. Qualcosa di più, nell'ambito delle singole prove, è riuscito a costruire Daniele Di Stefano, il quale, nella serata inaugurale di venerdì dedicata anche ai 1500 metri, ha centrato un ottavo posto di tutto rispetto nella Divisione A, dimostrando come il livello tecnico del gruppo non sia mai venuto meno nonostante i risultati non sempre esaltanti.

La riscossa nell'inseguimento a squadre

È stato proprio lo spirito di collettività, però, a regalare all'Italia il momento più alto dell'intera trasferta. Nell'ultima sessione di gare, infatti, il trio composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha saputo unire le forze nella prova dell'inseguimento a squadre, conquistando un meritatissimo secondo posto che ha significato, oltre alla medaglia d'argento, il primo podio stagionale in una specialità che spesso ha visto gli azzurri protagonisti. Una piazza d'onore, quella alle spalle soltanto degli Stati Uniti, che assume un valore particolare, poiché giunta in un contesto internazionale di altissima competitività e in una fase della stagione in cui i piazzamenti di vertice si erano fino a quel momento dimostrati più elusivi rispetto al passato.

Un bilancio tecnico in chiaroscuro

La tappa norvegese del circuito mondiale, pertanto, si chiude lasciando un segnale duplice ma netto. Da un lato, le prestazioni nelle gare di distanza individuale hanno evidenziato margini di miglioramento e la necessità di una ricerca della condizione ottimale, aspetto che il tecnico avrà modo di analizzare nel dettaglio prima dei prossimi appuntamenti. Dall'altro, la straordinaria prova del quartetto nell'inseguimento ha dimostrato la solidità del lavoro svolto in team e la capacità di esprimere il meglio quando la competizione si fa più corale, un fattore psicologico e tattico di non poco conto. Rimane il fatto che, al di là dei singoli risultati, la presenza di quattordici atleti in un evento di tale caratura conferma la crescita strutturale del movimento italiano in questa disciplina, che continua a confrontarsi ad altissimi livelli su tutti i fronti.

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