Ghiaccio azzurro che brilla a Hamar: doppio podio nello speed skating

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’anello di ghiaccio dell’Olympic Hall di Hamar, in Norvegia, ha restituito un’immagine dell’Italia dello speed skating diversa da quella delle prime battute stagionali, più solida e capace di riscattarsi senza indugi. Nella quarta tappa della Coppa del Mondo, infatti, il movimento azzurro ha costruito la sua giornata più luminosa finora, centrando due podi di prestigio che vanno ben oltre il semplice valore in classifica. A inaugurare la serie di risultati di peso, nella prova del team pursuit, è stato il terzetto composto da Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, il quale – dopo la sfortunata caduta di Malfatti a Salt Lake City che aveva costretto gli italiani alla retrocessione in division B – ha saputo riconquistare immediatamente la massima serie. Con una prestazione di carattere e compattezza, hanno chiuso al secondo posto, staccati solo dalla formazione statunitense, in una performance che ha segnato una netta discontinuità col recente passato.

Il ritorno sulla massima rampa

Quello di Hamar, per il trio della rincorsa a squadre, è stato un ritorno carico di significato, poiché ha dimostrato come gli incidenti di percorso, per quanto destabilizzanti, possano essere superati con la giusta concentrazione. La gara, che si è svolta nel contesto di una giornata ricca di sette competizioni – dalle gare-bis dei 500 metri alla staffetta mista – ha visto gli azzurri gestire la pressione con freddezza, riconquistando un posto sul palcoscenico che ritenevano loro dovuto. Una risposta sportiva, la loro, che chiude il capitolo della disavventura statunitense e rilancia le ambizioni del gruppo, il cui lavoro si è focalizzato proprio sulla rimonta dopo l’episodio di Salt Lake City.

Il terzo posto di Giovannini e i solidi piazzamenti

A completare il quadro di un fine settimana positivo per la spedizione italiana ci ha pensato, poco dopo, Andrea Giovannini, il quale nella Mass Start maschile è salito sul gradino più basso del podio, confermandosi tra gli elementi di spicco del circuito mondiale. Il suo risultato, unito ai solidi piazzamenti ottenuti anche dalle atlete del settore femminile, di cui però non è stato specificato il dettaglio, delinea un quadro complessivo di crescita e di competitività diffusa. Mentre Giovannini raccoglieva il suo personale successo, Davide Ghiotto – settimo nei 5000 metri – viveva un momento altrettanto significativo, sebbene di natura diversa, ricevendo durante la trasferta scandinava il prestigioso premio Oscar Mathisen, un riconoscimento inestimabile nel mondo del pattinaggio velocità che, come sottolineato da alcune voci, sembra tuttavia non ricevere in patria l’attenzione che meriterebbe.

Un weekend da incorniciare

La tappa norvegese, pertanto, si archivia come la più proficua di questa prima parte di stagione per gli azzurri, capace di unire alla concretezza dei risultati – il secondo posto del team pursuit e il terzo di Giovannini – un riconoscimento individuale di altissimo profilo per uno dei suoi leader. L’immagine che ne emerge è quella di una squadra che, pur nelle inevitabili altalenanze della competizione, possiede i mezzi tecnici e il carattere per contendersi le posizioni di vertice, avendo trovato ad Hamar quel sorriso che sembrava smarrito dopo l’esordio complicato. I fatti di cronaca sportiva, in questo caso, parlano chiaramente di una risalita iniziata sul ghiaccio più freddo.

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