Casentino, l'ultimo saluto a Leo: un intero territorio nel silenzio raccolto
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Redazione Interno
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Commosso e partecipe, il Casentino ha sospeso il respiro dei suoi ordinari impegni per unirsi nel dolore, quanto mai straziante, che ha colpito la famiglia di Leo Ricci, il bambino di due anni e mezzo la cui vita si è spenta, l'11 novembre, nel giardino dell'asilo nido di Soci. Una folla di centinaia di persone, rispettando la volontà dei genitori espressa attraverso l’invito a una "presenza silenziosa e raccolta", si è radunata nell’antica Pieve di Romena a Pratovecchio Stia, lo stesso luogo dove il piccolo aveva ricevuto il battesimo, per l’estremo addio. Un cordoglio, il loro, che ha preferito tradursi in un sostegno concreto, devolvendo risorse per un progetto solidale anziché in mazzi di fiori, mentre una pioggerella fine e un cielo grigio sembravi riflettere lo strazio di una collettività intera.
Un lutto che unisce un'intera vallata
La cerimonia, celebrata da don Luigi Verdi che anni prima aveva battezzato il bambino, si è dipanata in un raccoglimento quasi assoluto, rotto soltanto dal suono delle parole e dalle note di alcune canzoni, scelte per accompagnare il commiato terreno di Leo; un silenzio che, lungi dall’essere vuoto, ha rappresentato la forma più eloquente e rispettosa di partecipazione, un abbraccio corale a Caterina e Alessandro, i genitori, e al fratellino del piccolo. L’evento, che ha richiamato un migliaio di persone giunte da tutta la vallata, ha mostrato il volto di una comunità capace di farsi prossima, di stringersi attorno a chi è stato travolto da una tragedia inaudita, scegliendo di non lasciarlo solo nel proprio smarrimento.
Il luogo sacro e il ricordo della tragedia
La scelta della Pieve di Romena, luogo di fede ma anche di un profondo significato storico e culturale, essendo stata citata da autori del calibro di Dante Alighieri e Gabriele D'Annunzio, ha aggiunto un ulteriore strato di solennità a un rito già intriso di un dolore che difficilmente trova consolazione. A distanza di oltre dieci chilometri da Soci, dove si consumò l’incidente, la chiesa è divenuta il punto di convergenza per un intero territorio, che in quel gesto collettivo ha cercato, forse, non solo di onorare la memoria del bambino ma anche di elaborare uno shock che ha scosso le coscienze di molti.
Le indagini in corso sull'accaduto
Sullo sfondo della cerimonia funebre, restano aperte le indagini della magistratura volte a fare piena luce sulle dinamiche che portarono alla morte del piccolo Leo, il quale, come accertato, perse la vita per soffocamento dopo che il cappuccio del suo giubbotto si era impigliato in un ramo, mentre si trovava nell’area esterna della struttura educativa. Le investigazioni, che hanno già visto l’espletamento dell’autopsia, hanno portato all’individuazione di sei persone, tra maestre, un’assistente e la coordinatrice pedagogica del nido, attualmente sottoposte alle attenzioni degli inquirenti per il loro ruolo e le rispettive responsabilità al momento dei fatti.




