Morti sul lavoro, nel 2025 quasi tre vittime al giorno: i numeri della relazione Inail

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre morti al giorno, comprese domeniche e giorni festivi. È il conto che emerge dalla Relazione annuale dell'Inail presentata alla Camera dal presidente dell'Istituto, Fabrizio D'Ascenzo. Nel 2025 le denunce di infortunio mortale sul lavoro sono state 1.198, in calo del 3,3 per cento rispetto alle 1.239 dell'anno precedente. Un arretramento, certo, ma che lascia il fenomeno su livelli drammatici: oltre mille persone non sono tornate a casa dal lavoro, compresi nove studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro.

Di questi decessi, 890 sono avvenuti in occasione di lavoro, mentre 299 riguardano incidenti in itinere, ovvero nel tragitto tra casa e il posto di lavoro.

Denunce in aumento: 600mila casi

Il dato sulle vittime si accompagna a una crescita complessiva delle denunce di infortunio, che hanno toccato quota 600mila, con un incremento dell'1,2 per cento rispetto alle quasi 594mila del 2024. A trainare il rialzo sono state soprattutto le segnalazioni degli studenti, salite a 81mila con un più 3,4 per cento, mentre quelle dei lavoratori si sono attestate a 519mila, in aumento dello 0,8 per cento. Gli incidenti avvenuti durante l'attività lavorativa sono stati 414.917, in crescita dello 0,5 per cento, mentre quelli in itinere hanno superato quota 104mila, con un più 2,4 per cento che li porta addirittura oltre i livelli del 2019, l'anno precedente alla pandemia.

Il record delle malattie professionali

Se gli infortuni mortali diminuiscono, il fronte delle patologie lavoro-correlate segna il dato peggiore degli ultimi ventisei anni. Le denunce di malattia professionale sono state 98.312, l'11,3 per cento in più rispetto alle 88.338 del 2024 e circa quattro volte il valore registrato nel 2000. A spiegare il balzo è, secondo l'Inail, non necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, quanto piuttosto una maggiore emersione del sommerso, favorita dall'attività di patronati e medici certificatori.

Le patologie muscolo-scheletriche restano largamente prevalenti, con circa 70mila casi che rappresentano ormai tre denunce su quattro, seguite dai disturbi del sistema nervoso e dalle patologie dell'orecchio.

L'incidenza sugli occupati

Rapportando le denunce di infortunio avvenute durante l'attività lavorativa al numero degli occupati rilevato dall'Istat, il tasso di incidenza si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila lavoratori, in leggera flessione rispetto ai 1.725,6 dell'anno precedente e in calo del 13,4 per cento rispetto al 2019. Scende anche il valore dei casi mortali, pari a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, contro i 3,88 del 2024.

Il presidente D'Ascenzo ha illustrato i numeri nell'Aula dei Gruppi parlamentari, alla presenza del ministro del Lavoro Marina Calderone: nel corso del 2025 l'Istituto ha rinnovato il finanziamento da 600 milioni di euro per il bando ISI destinato agli investimenti delle imprese in salute e sicurezza, a cui si aggiungono 50 milioni per la formazione e 10 milioni per l'ammodernamento di trattori e macchine agricole.

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