Bisceglie, la vittima innocente e il bersaglio fuggito nel ripostiglio: così la faida barese arriva in "Spaghetteria"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   BISCEGLIE – Non era lui l’obiettivo, e questa, se possibile, è la verità che rende la serata del 30 aprile ancora più agghiacciante. Angelo Pizzi, il 62enne direttore di sala della “Spaghetteria n. 1”, si è trovato sulla direttrice di quei proiettoli, facendo involontariamente da scudo umano al vero bersaglio del commando; un titolare che, con diversi precedenti penali alle spalle, è riuscito a salvarsi la vita trovando riparo in un angolo, nel ripostiglio del locale. Lui, invece, uomo incensurato e stimato dai clienti, è stato crivellato da colpi che non gli erano destinati, rimasto ucciso sul colpo poco prima delle 21:30 di sera.

L’agguato e la fuga del commando

Sono almeno in tre, entrati in azione con i volti coperti da caschi integrali, mentre un complice li attendeva a bordo di un’auto pronta a far perdere le loro tracce nel nulla. Quindici bossoli, repertati dalla Scientifica, raccontano la furia dell’esecuzione: armi automatiche che hanno sparato senza risparmiare colpi, in un locale pieno di clienti tra cui, pare, anche una comitiva di turisti inglesi. Il titolare, un 60enne barese, nelle immediate ore successive avrebbe ammesso di fronte ai carabinieri di essere lui il vero bersaglio della spedizione, confermando i sospetti della Dda di Bari, che ha subito aperto un fascicolo coordinato dai pm Bruna Manganelli e Marco D'Agostino.

La scia di sangue tra Bari vecchia e Carbonara

Non si può comprendere la dinamica di quanto accaduto nella “Spaghetteria” senza guardare a ciò che è accaduto negli undici giorni precedenti. Il contesto è chiaro agli inquirenti: ci si muove nell’ambito della faida tra due consorterie baresi, gli Strisciuglio e i Capriati, una guerra silenziosa ma letale per il controllo del traffico di stupefacenti che ora ha trovato un nuovo, sanguinoso teatro a Bisceglie. Il riferimento diretto è all’omicidio del 42enne Filippo Scavo, uomo vicino agli Strisciuglio di Carbonara; spacciatore ucciso poche settimane fa all’interno di una discoteca della città e la cui morte, secondo gli investigatori, avrebbe innescato la spirale di vendette culminata nella morte di Pizzi.

Dieci carabinieri in più e un posto di polizia

La risposta delle istituzioni, evidentemente, non si è fatta attendere, anche in considerazione della gravità del fatto e della sua esecuzione plateale. Nella giornata del 1° maggio 2026, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato convocato d’urgenza dalla prefetta della Bat, Flavia Anania, che ha riunito attorno al tavolo il questore e i vertici dell’Arma. Per arginare la tensione e presidiare il territorio, sono state disposte misure straordinarie: un contingente aggiuntivo di dieci carabinieri andrà a rafforzare l’organico cittadino, mentre si completerà l’iter per l’apertura di una nuova postazione fissa della Polizia di Stato a Bisceglie, al fine di garantire una presenza capillare e visibile in una cittadina che, suo malgrado, è diventata un avamposto sensibile per la criminalità organizzata barese.

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