Sigarette a 11 euro, la tempesta perfetta tra rincari immediati e maxi-proposta popolare
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Redazione Interno
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A poche ore dall’ennesima scure fiscale che colpirà i tabaccai, la campagna per un aumento da record di cinque euro – che porterebbe il costo medio di un pacchetto a sfiorare gli 11 euro – macina consensi a ritmi serrati. La doppia morsa, se da un lato sul breve periodo fa lievitare i prezzi di marche come Corset e The King, dall’altro potrebbe presto tradursi in un terremoto normativo senza precedenti per chi è ancora abituato ad accendere una "bionda". A poco più di tre mesi dal lancio della proposta “5 euro contro il fumo”, sono già state raccolte 40mila firme, raggiungendo cosi l’80% del traguardo (50mila sottoscrizioni) necessario per depositare un testo di legge d’iniziativa popolare in Parlamento. A promuoverla sono quattro colossi della ricerca medica, le fondazioni Aiom, Airc e Veronesi, che puntano a colmare il divario di prezzo tra sigarette tradizionali, prodotti a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
L’escalation delle accise prevista dalla legge di Bilancio 2026
Mentre la politica valuta l’impatto di una simile manovra, la realtà della spesa quotidiana dei fumatori è già stata riscritta. Da domani, mercoledì 6 maggio, scatterà la quinta tranche di aumenti prevista dalla legge di Bilancio 2026, una serie di rincari cadenzati che proseguiranno fino al 2028. Si tratta della seconda ondata in meno di un mese – dopo quella del 15 aprile – e colpirà circa il 12% dei marchi presenti sul mercato nazionale. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha dato il via libera a questi adeguamenti, che per i sigari risultano particolarmente pesanti: marchi come Davidoff e Antico Sigaro Nostrano del Brenta subiranno rincari significativi, mentre nel comparto delle sigarette classiche l’incremento sarà contenuto tra i 10 e i 20 centesimi a pacchetto.
I numeri della campagna “5 euro contro il fumo”
L’iniziativa, che mira a ridurre il consumo di nicotina in tutte le sue forme, si basa su dati oggettivi difficilmente ignorabili. Le stime parlano chiaro: un incremento medio di cinque euro porterebbe a una riduzione dei consumi complessivi del 37% nel medio periodo, un argomento che trova fondamento nelle evidenze fornite dai promotori. In Italia, stando ai recenti report, circa 10 milioni di cittadini sono fumatori e si contano oltre 93mila decessi l’anno attribuibili al tabacco. Le quattro organizzazioni che guidano la raccolta hanno ottenuto il patrocinio di 52 società scientifiche e 30 associazioni, un fronte compatto che vede nella leva economica l’unico deterrente realmente efficace, soprattutto per frenare l’esordio dei giovanissimi (dove l’uso di e-cig e prodotti riscaldati è quasi raddoppiato in soli quattro anni).
Le marche nel mirino dei rincari immediati
Per chi frequenta le tabaccherie, gli effetti della nuova tranche di domani sono puntuali e riguardano centinaia di referenze. Tra le sigarette più vendute, le Corset (nelle varietà Pink, Lilas, Marine e White) passeranno a 5,70 euro, mentre varianti delle The King si attesteranno tra 5,30 e 5,40 euro. Tuttavia, l’impatto più so si registra nel comparto dei sigari, dove la tassazione colpisce prodotti di nicchia e di alta gamma. Un caso emblematico è quello dei sigari Davidoff Royal Release Salomose, le cui accise sono state portate a livelli record, dimostrando che la strategia del governo punta a uniformare il prelievo fiscale su tutte le tipologie di tabacco lavorato, senza distinzione tra prodotto di massa e prodotto da collezione.




