Baker Hughes rinuncia all'investimento a Corigliano-Rossano
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Redazione Interno
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Nella conferenza stampa tenutasi presso la segreteria politica del consigliere regionale e comunale Pasqualina Straface, l'opposizione di centrodestra ha espresso una dura critica nei confronti dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Stasi. La mancata realizzazione del progetto di insediamento della Baker Hughes nell'area portuale di Corigliano-Rossano è stata al centro delle discussioni, evidenziando la gravità della situazione economica del territorio e il rischio che questa vicenda rappresenta per il futuro occupazionale della città.
Baker Hughes, multinazionale presente in Italia fin dagli anni '60 con lo stabilimento Nuovo Pignone a Vibo, ha annunciato la decisione di rinunciare all'investimento di 60 milioni di euro previsto nel porto di Corigliano-Rossano. Tale decisione, che ha suscitato profondo rammarico tra le istituzioni locali e le associazioni di categoria, è stata motivata da una serie di criticità emerse durante le fasi preliminari del progetto.
Unindustria Calabria e Assindustria Cosenza hanno espresso il loro disappunto per la vicenda, sottolineando come questa penalizzi non solo la Calabria, ma anche i giovani del territorio, privandoli di opportunità lavorative e di sviluppo economico. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno definito assurdo il fatto che un'azienda internazionale come Baker Hughes sia stata costretta a rinunciare a un investimento così significativo, che avrebbe potuto rappresentare un volano per l'economia locale.
L'opposizione di centrodestra ha accusato il sindaco Stasi di aver agito in solitudine, senza coinvolgere adeguatamente le parti interessate e le istituzioni locali, e ha chiesto il ritiro del ricorso al Capo dello Stato presentato dall'amministrazione comunale.




