Milleri schiera Delfin con Mps contro Mediobanca, ma gli eredi Del Vecchio sono allineati?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Alla vigilia dell’assemblea decisiva di Mediobanca del 21 agosto, Francesco Milleri, presidente di Delfin e numero uno di EssilorLuxottica, consuma la sua vendetta contro Alberto Nagel. La scelta di schierare la cassaforte degli eredi Del Vecchio al fianco del Monte dei Paschi di Siena, nell’ambito della sua offerta pubblica di scambio su Mediobanca, rappresenta una mossa di potere e di rancore, la cui logica finanziaria appare, a molti osservatori, quantomeno opaca. La consegna in anticipo delle azioni Mediobanca detenute da Delfin a Mps – operazione necessaria per supportare l’Ops – solleva non pochi interrogativi, considerando che l’offerta della banca senese viaggia ancora a sconto.

Il dubbio più grande, tuttavia, riguarda l’orientamento degli altri beneficiari del patrimonio di Leonardo Del Vecchio. I suoi eredi, che condividono il controllo di Delfin, condivideranno fino in fondo la scelta del presidente Milleri o, in un secondo momento, faranno sentire le loro voci su una manovra così aggressiva e personalizzata? La regia dell’operazione, che ha ottenuto il via libera della Banca centrale europea per portare la partecipazione in Mps fino al 19,99%, è infatti saldamente nelle sue mani.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.