Milleri schiera Delfin con Mps nella resa dei conti con Mediobanca
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Redazione Economia
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Nella vigilia dell’assemblea di Mediobanca, fissata per domani 21 agosto, Francesco Milleri consuma la sua vendetta contro Alberto Nagel e Piazzetta Cuccia. Il presidente di Delfin, la holding che custodisce il patrimonio degli eredi di Leonardo Del Vecchio, ha infatti ottenuto dalla Banca centrale europea il via libera a salire fino a una quota del 19,99% nel Monte dei Paschi di Siena, di cui già possiede il 9,9%. Un’autorizzazione, giunta lo scorso 12 agosto, che assume il valore di una dichiarazione di guerra, consegnando di fatto Mps – e il suo potenziale di fuoco – a Milleri nel duello con la banca d’affari.
La mossa, che molti interpretano come dettata più da un rancore personale che da una calcolata strategia finanziaria, getta però una luce inquietante sulla tenuta interna di Delfin. La consegna anticipata delle azioni Mediobanca, possedute dalla holding, a Mps per sostenere la sua offerta pubblica di scambio – un’operazione che viaggia ancora a sconto – solleva non pochi interrogativi. Il dubbio più grande, che aleggia insistentemente in queste ore concitate, riguarda il reale orientamento degli altri eredi di Del Vecchio all’interno del veicolo societario: condividono la scelta aggressiva del presidente o, al contrario, matureranno riserve che potrebbero presto tradursi in una presa di distanza?




