Diplomazia trilaterale: Putin e Zelensky in trattative

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Cercasi sede per il vertice tra Putin e Zelensky, con l’Europa che spinge per Ginevra mentre Mosca, attraverso dichiarazioni altalenanti, sembra voler giocare d’anticipo sulla scacchiera diplomatica. L’ipotesi di un incontro bilaterale, da allargare in un secondo momento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, resta un obiettivo concreto, sebbene il dove e il quando costituiscano ancora il nodo centrale di trattative serrate dietro le quinte. Fonti vicine ai negoziati lasciano trapelare un clima di cauta ottimismo, nonostante le posizioni di partenza rimangano distanti.

Proprio su questo punto, le dichiarazioni di Kurt Volker, già inviato speciale per l’Ucraina, gettano un’ombra di scetticismo sull’intera operazione. Secondo Volker, “Putin bara, troverà delle scuse per non fare l’accordo”, avanzando l’ipotesi che il Cremlino, pur partecipando al dialogo, possa in realtà cercare di temporeggiare. La sua previsione, però, si spinge oltre l’impasse immediata, indicando come probabile un cessate il fuoco entro la fine dell’anno, quasi a suggerire che la pressione internazionale, unita a dinamiche interne, potrebbe alla fine costringere Mosca a un passo indietro.

Nel frattempo, le mosse di Putin appaiono dettate da un calcolo preciso che tiene conto sia del fattore militare sia di quello economico. Il recente vertice in Alaska con Trump, dal quale il leader russo è uscito senza subire nuove sanzioni e senza essere costretto a una tregua immediata, gli ha concesso un margine di manovra che ora intende sfruttare. La diplomazia di Trump, caratterizzata da tempi rapidi e approcci diretti, ha costretto tutti gli attori in campo a rivedere le proprie strategie in tempi record.

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