Rapimento di una neonata a Cosenza, arrestata una coppia di finti genitori
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Redazione Interno
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A Cosenza, una vicenda inquietante ha scosso la città: il rapimento di una neonata, Sofia Cavoto, dalla clinica Sacro Cuore. Rosa Vespa, 51 anni, architetto, e suo marito Acqua Moses, 43 anni, mediatore culturale di origine senegalese, sono stati arrestati con l'accusa di aver orchestrato il sequestro. La coppia, desiderosa di avere un figlio nonostante l'età avanzata di Rosa, aveva elaborato un piano dettagliato per rapire un neonato e farlo passare per proprio.
Il 19 gennaio, la piccola Sofia è stata rapita dalla clinica dove era nata solo un giorno prima. La polizia, allertata immediatamente, ha avviato un'indagine serrata che ha portato al ritrovamento della bambina e all'arresto dei responsabili. Quando gli agenti sono entrati nell'appartamento della coppia, hanno trovato Rosa e Acqua, insieme ad altre cinque persone, intenti a festeggiare l'arrivo del presunto figlio, Ansel. Tuttavia, nella culla della stanza accanto, giaceva Sofia, ignara del dramma che si stava consumando intorno a lei.
La prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, ha espresso il suo profondo apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell'ordine, sottolineando l'importanza della collaborazione tra le diverse unità di polizia. Il questore Giuseppe Cannizzaro e il dirigente della Squadra mobile, Gabriele Presti, hanno ricevuto personalmente i ringraziamenti per l'efficacia e la rapidità con cui hanno risolto il caso.
Il sindacato di polizia SIULP, attraverso le parole del suo rappresentante Romano, ha manifestato commozione per l'operato degli agenti, definendo il rapimento di un neonato come uno dei crimini più atroci e vigliacchi.




