Il ritorno del Grande Fratello Vip non scalda la platea, la fiction con Lino Guanciale domina la serata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La macchina dei desideri televisivi, si sa, è inesorabile e imprevedibile, e il debutto dell'ottava edizione del Grande Fratello Vip, andato in onda martedì 17 marzo su Canale 5 con alla guida Ilary Blasi, ne ha avuto una prova lampante. Nonostante l'operazione nostalgia e il richiamo di un volto storico della casa più spiata d'Italia, quello della Blasi, che tornava al timone dopo anni di assenza e in un momento della sua carriera particolarmente seguito, il pubblico ha premiato un'altra proposta. La seconda puntata della fiction di Rai 1 Le libere donne, con un Lino Guanciale ormai abituato al successo, ha letteralmente catalizzato l'attenzione di 3.046.000 spettatori, corrispondenti a uno share del 18,6 per cento, secondo i dati Auditel diffusi nella giornata di ieri. Un dato, quello della serie diretta da Michele Soavi, che ha di fatto spento i riflettori sull'esordio del reality di Canale 5, il quale si è dovuto accontentare di 2.146.000 telespettatori, con una percentuale del 18,4 per cento. Si tratta, per inciso, di un avvio in sordina, che segna un passo indietro rispetto alle prime puntate delle gestioni precedenti, quando Alfonso Signorini, nel 2023, superava abbondantemente i 2,9 milioni di spettatori.

Sul fronte della composizione del programma, va detto che la produzione di Endemol Shine Italy ha cercato di rimescolare le carte, inserendo elementi di novità. Oltre alla conduzione della Blasi, affiancata in studio da Cesara Buonamici e da una Selvaggia Lucarelli al debutto assoluto nel ruolo di opinionista dopo anni in Rai con Ballando con le stelle, il format ha tentato di creare dinamiche immediate. Basti pensare all'ingresso anticipato di quattro concorrenti, avvenuto il 13 marzo scorso in una sorta di Open House sulla piattaforma Mediaset Infinity, un espediente che aveva fatto registrare un discreto numero di contatti ma che non si è tradotto in un traino significativo per la messa in onda lineare. Nella casa, intanto, i nuovi inquilini - tra i quali spiccano nomi come quelli di Adriana Volpe, Raimondo Todaro, Alessandra Mussolini e Antonella Elia - hanno subito dato vita a scintille, con la Lucarelli che non ha risparmiato frecciate, riallacciando vecchi conti in sospeso con Todaro, reo di non averla salutata in passato nei corridoi Rai, e con la stessa Mussolini, con cui aveva incrociato i ferri a Ballando con le stelle. Tuttavia, neppure il richiamo di un potenziale scontro, come quello tra la Elia e la Volpe, che già nell'edizione del 2020 avevano manifestato una certa insofferenza reciproca, è riuscito a scalfire il predominio della rete ammiraglia.

Il racconto di Tobino e la forza della narrazione lineare

Dall'altra parte dello schermo, Rai 1 ha opposto una proposta diametralmente opposta, incentrata su una narrazione solida e sulla potenza di una storia vera. Le libere donne, ispirata all'omonimo libro del 1953 dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, interpretato magistralmente da Lino Guanciale, sta raccontando al pubblico le vicende dell'ospedale psichiatrico femminile di Maggiano, in provincia di Lucca, durante gli anni bui della Seconda guerra mondiale. La serie, prodotta da Rai Fiction, si sta distinguendo non solo per la ricostruzione d'epoca ma per la capacità di trattare con delicatezza temi complessi come la condizione femminile in un'epoca in cui l'internamento psichiatrico diventava spesso una soluzione per occultare storie di abusi e violenze familiari. Il caso della giovane Margherita Lenzi, rinchiusa dal marito contro la propria volontà, sta facendo da filo conduttore a una riflessione più ampia sulla dignità e sulla cura, lontana anni luce dai meccanismi spesso artefatti della televisione basata sui conflitti. Fabrizio Biggio, nel cast, e la regia di Soavi stanno confezionando un prodotto che evidentemente intercetta un bisogno di racconto lineare, come dimostra il fatto che, dopo il buon esordio della settimana precedente, il pubblico sia tornato fedelmente davanti al teleschermo per seguire gli sviluppi della vicenda di Tobino e delle sue pazienti.

Il dato di DiMartedì e il resto della platea serale

A completare il quadro della prima serata, occorre poi considerare le performance delle altre reti, che hanno ritagliato fette di pubblico non indifferenti. Su La7, il talk show DiMartedì condotto da Giovanni Floris ha confermato la propria solidità, raccogliendo 1.690.000 spettatori e un ottimo 10,6 per cento di share, segno che l'informazione e l'approfondimento politico continuano a rappresentare un'alternativa valida per una parte consistente del pubblico. Su Italia 1, la proposta cinematografica è ricaduta su un classico come Spider-Man di Sam Raimi con Tobey Maguire, che ha attirato 912.000 spettatori (5,4 per cento). Più staccate le altre emittenti: Rai 3 con FarWest ha ottenuto 599.000 spettatori (4 per cento), mentre Rete 4 con È sempre Cartabianca si è fermata a 495.000 spettatori (3,9 per cento). Deludente, su Rai 2, il nuovo show comico dei The Jackal, Stasera a letto tardi, che non ha convinto il pubblico totalizzando appena 409.000 spettatori (2,8 per cento). Insomma, la sensazione che si ricava dall'analisi dei numeri è quella di una platea che, almeno in questa fase iniziale della settimana, predilige la fiction di impegno civile alle dinamiche del reality, lasciando alla Blasi e ai suoi concorrenti il compito di capire se, nelle prossime puntate, riusciranno a ribaltare un pronostico che al momento sembra piuttosto netto.

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