Julio Velasco e l'analisi di Italia-Svezia: "Poca lucidità, Haak va difesa e non murata"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’Italia ha conquistato l’accesso alle semifinali degli Europei di volley femminile 2026, superando la Svezia per 3-1 al termine di una sfida che ha messo a dura prova le ragazze di Julio Velasco. Al Paviglione del BVV Veletrhy di Brno, le azzurre hanno ceduto il primo set, sono state costrette a inseguire nel secondo parziale e hanno completato una rimonta che vale il pass per la Final Four di Istanbul, dove sabato 5 settembre affronteranno la vincente del quarto tra Polonia e Olanda.
La partita, giocata a tratti sul filo dell'equilibrio, ha lasciato più di un insegnamento al Ct, che ai microfoni della Rai ha speso parole di critica costruttiva verso le sue giocatrici, sottolineando l'importanza della lucidità mentale più che della pazienza, e analizzando nel dettaglio il modo in cui la sua squadra ha affrontato la stella svedese Isabelle Haak.
I momenti chiave e la svolta della partita
Il primo set si era aperto sotto i migliori auspici per l'Italia, avanti 11-6, ma la rimonta della Svezia, trascinata da una straripante Isabelle Haak, ha ribaltato l’inerzia portando le scandinave a chiudere 25-21. Nel secondo parziale, le azzurre hanno rischiato nuovamente il tracollo, trovandosi sotto 21-23, prima che la reazione d’orgoglio firmata da Paola Egonu e un’importante difesa su Haak cambiassero il volto del match. Ekaterina Antropova ha firmato il set point del 26-24, pareggiando i conti e restituendo fiducia alla squadra.
Il terzo e il quarto set hanno confermato il ritrovato equilibrio, con l’Italia che ha saputo gestire i momenti decisivi, chiudendo rispettivamente 25-21 e 25-23, nonostante un ultimo tentativo di rientro della Svezia che era arrivata addirittura a sorpassare sul 22-20 nel quarto parziale. Myriam Sylla, con un muro decisivo su Haak sul 22-22, ha chiuso i giochi prima di firmare personalmente l’ultimo punto della contesa.
"La pazienza non dice niente, serve lucidità"
Nel commentare la prestazione delle sue ragazze, Julio Velasco ha voluto chiarire immediatamente un aspetto legato al lessico tecnico, a suo avviso spesso usato in modo improprio. "Molte volte si parla di pazienza, una parola che a me non dice niente", ha affermato il Ct, sottolineando come il concetto da cui ripartire sia un altro. Secondo Velasco, la chiave per interpretare le difficoltà incontrate contro la Svezia va cercata nella mancanza di lucidità nei momenti cruciali, un aspetto che ha penalizzato l’Italia soprattutto nella fase iniziale del match.
L’analisi del tecnico si è quindi concentrata sulla necessità di non lasciarsi condizionare dai punti dell’avversaria, un tema che aveva già affrontato in precedenza: "Non ci doveva sorprendere né darci fastidio che loro riuscissero a fare tanti punti. La questione era riuscire a fare noi gli ultimi punti".
Haak, Egonu e le grandi attaccanti: la lezione di Velasco
Il discorso di Julio Velasco è poi entrato nel dettaglio tecnico, offrendo una lezione su come si affrontano le grandi opposte a livello internazionale, citando esplicitamente Haak, Egonu, Antropova, Vargas e Boskovic. "Giocatrici come Haak non si battono pensando di fare loro dieci muri. Non funziona così. I loro punti li fanno", ha spiegato il Ct. "Il problema è cosa succede quando non riescono ad attaccare alla massima potenza. Quando non possono colpire al massimo, lì dobbiamo farle pagare dazio".
Velasco ha evidenziato come la numero uno svedese abbia saputo variare il suo gioco, non limitandosi a colpi potenti ma giocando anche palloni che toccavano il muro e scavalcavano la difesa o con torsioni di mano che toglievano potenza all’attacco, mettendo in difficoltà la ricezione azzurra.
L’Italia, nei primi set, ha sofferto la mancanza di lettura di queste situazioni, come ha ammesso lo stesso tecnico, mentre nell’ultimo parziale è arrivata la svolta, con il muro che ha chiuso meglio le direzioni e la difesa che ha iniziato a prendere quei palloni che prima finivano fuori portata.
L'equilibrio del volley moderno e l'apporto di Antropova
Nel commentare il livello del torneo, Velasco ha allargato lo sguardo a un fenomeno più ampio, quello dell’equilibrio crescente nel volley mondiale, citando l’esempio della Thailandia che ha vinto il torneo asiatico battendo Cina e Giappone. Il Ct ha attribuito questo cambiamento alla velocità con cui le informazioni circolano nell’era di Internet e alla diffusione di tecnici stranieri, come Lorenzo Micelli sulla panchina della Svezia.
Sul fronte tattico, la partita ha evidenziato il lavoro sulle due opposte, con Paola Egonu autrice di 27 punti e Kate Antropova che ne ha siglati 22, dimostrando una buona intesa nonostante il cambio di ruolo. Proprio Antropova, nel secondo set, è stata decisiva per riportare la partita in parità, contribuendo a quella svolta che ha permesso all'Italia di ritrovare fiducia e di staccare il biglietto per la semifinale di Istanbul.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
