Alice Bellandi completa la tripla corona: l’oro europeo dopo l’impresa olimpica e mondiale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un momento, in una carriera sportiva, in cui il talento smette di essere una promessa e si trasforma in un fatto storico compiuto. Per Alice Bellandi, judoka bresciana classe 1998, questo momento ha un nome e una data: Tbilisi, 19 aprile 2026. È lì che ha messo il sigillo su un’impresa che nessuna italiana, prima di lei, era riuscita a realizzare. Con la vittoria nella categoria -78 kg ai Campionati europei, ha infatti aggiunto l’ultimo tassello mancante a un palmarès che già comprendeva l’oro olimpico conquistato a Parigi 2024 e quello mondiale ottenuto a Budapest 2025. Detiene così, contemporaneamente, i tre titoli più prestigiosi del judo internazionale, realizzando quella che nel gergo viene definita la “Tripla Corona”.

Una finale dominata e un percorso netto

L’approdo sul tetto d’Europa, va detto, non è stato frutto del caso o di un colpo di fortuna. Sul tatami georgiano, la ventisettenne di Roncadelle ha offerto una prova di forza e maturità, imponendo il proprio ritmo sin dalle fasi iniziali del torneo. Dopo aver superato con sicurezza gli ottavi, i quarti e la semifinale, Bellandi si è trovata di fronte in finale la britannica Emma Reid, quinta nel ranking mondiale. L’incontro, a senso unico, è stato deciso da un waza-ari – il secondo punteggio più importante in questa disciplina – che l’azzurra è riuscita a piazzare nel momento decisivo del combattimento, senza lasciare scampo all’avversaria. Un successo che, al di là del metallo conquistato, racconta di una superiorità tecnica e mentale ormai indiscutibile nella sua categoria.

La rinascita dopo la difficoltà: il cambio di categoria che ha cambiato la storia

Per comprendere la portata di questo trionfo, però, è necessario guardare indietro di qualche anno, a quando la carriera della campionessa sembrava aver preso una strada diversa. Dopo l’esordio olimpico a Tokyo 2020, dove aveva chiuso al settimo posto nei -70 kg, Bellandi ha attraversato un periodo complicato, segnato da problemi di salute legati a bulimia e depressione; una pressione interiore alimentata, forse, dalla necessità di mantenere un peso che il suo non riconosceva più come naturale. La svolta è arrivata nel 2021 con il passaggio alla categoria superiore dei -78 kg, una scelta che l’ha liberata da quei vincoli fisici e mentali. E i risultati, a conti fatti, sono stati immediati e dirompenti: da quel momento in poi, la bresciana non ha più lasciato il podio nelle grandi manifestazioni, trasformando una sofferenza personale in una forza agonistica senza pari.

La consacrazione mediatica e il caso “Belandi”

L’eco di questo risultato, peraltro, ha valicato i confini del mondo puramente sportivo, raggiungendo persino i palinsesti televisivi generalisti. Durante una puntata di “Deejay Chiama Italia”, i conduttori Linus e Nicola Savino hanno letto alcuni messaggi dei radioascoltatori dedicati all’atleta, scatenando un simpatico tormentone legato al suo cognome. Il gioco di parole, con il passaggio da “Bellandi” a “Belandi” – termine ripreso dal celebre intercalare del Gabibbo di “Striscia la notizia” – ha contribuito a sdrammatizzare l’evento, rendendo la storia della judoka ancora più popolare al grande pubblico, seppur con un tono decisamente leggero rispetto alla serietà del risultato agonistico. Un’ironia, quella linguistica, che non scalfisce minimamente la portata storica del suo successo, ma che dimostra come una vittoria di tale calibro riesca a permeare ogni angolo della cultura nazionale.

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