Bellandi completa il tris europeo, Pirelli d’oro a Tbilisi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sul tatami dell’Olympic Sport Palace di Tbilisi, in Georgia, la quarta e ultima giornata dei Campionati Europei individuali di judo 2026 ha consegnato all’Italia due medaglie d’oro di peso, impreziosite da un significato storico che difficilmente si dimentica. Alice Bellandi, la 27enne di Roncadelle già in possesso dei titoli olimpico e mondiale, ha infatti aggiunto alla sua bacheca personale l’unico alloro che ancora le mancava: l’oro continentale nella categoria -78 kg, completando quella che, senza timore di smentita, può definirsi una tripletta leggendaria per lo judo azzurro. Nessuna judoka italiana, prima di lei, era mai riuscita a conquistare contemporaneamente i tre massimi riconoscimenti iridati, olimpici ed europei.

Una finale decisa nel finale da uno waza-ari

L’incontro che valeva il titolo ha visto la bresciana opposta alla trentenne britannica Emma Reid, numero 5 del ranking mondiale e avversaria tutt’altro che agevole, come dimostra il fatto che l’inglese fosse arrivata all’atto conclusivo con un percorso netto. Bellandi, autrice di una mattinata di eliminatorie condotte con il piglio della dominatrice assoluta, ha però gestito la pressione senza mai cedere il controllo della situazione. È stato nel finale dell’incontro, quando il tempo sembrava ormai scorrere verso un esito incerto, che l’azzurra ha piazzato lo waza-ari decisivo: una tecnica rapida e pulita, sufficiente a spostare l’equilibrio dalla sua parte e a chiudere i conti. La Reid, pur reagendo con orgoglio, non ha più trovato lo spazio per ribaltare il punteggio.

Il percorso di Bellandi e l’unico titolo mancante

Per la campionessa olimpica e mondiale in carica, quest’oro europeo rappresenta l’ultimo tassello di un palmarès che adesso non ha più lacune rilevanti. Arrivare a Tbilisi da favorita, come nel suo caso, non sempre semplifica le cose: anzi, la pressione di dover vincere per forza l’unica gara mai vinta prima può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Bellandi, invece, ha trasformato quell’attesa in carburante, mettendo in mostra una maturità tecnica e mentale che l’ha portata a imporsi senza ricorrere a contatti al limite del regolamento. La sua prestazione, nel complesso, è stata un esempio di judo moderno: efficace, pulito e studiato nei dettagli. Prima di lei, l’Italia aveva già ottenuto un bronzo grazie all’intramontabile Odette Giuffrida nei -52 kg, ma l’oro di Bellandi ha rappresentato il primo sigillo pesante di questa rassegna continentale.

Pirelli d’oro nei -100 kg: l’altra grande notizia azzurra

Non è finita qui, perché la giornata di gloria italiana ha avuto un secondo capitolo altrettanto significativo. Gennaro Pirelli, nella categoria -100 kg, ha infatti conquistato a sua volta la medaglia d’oro, imponendosi in finale sull’olandese Simeon Catharina. Un successo, il suo, arrivato al termine di un match combattuto ma condotto con la giusta determinazione, che conferma la crescita del movimento maschile azzurro su una scena internazionale sempre più competitiva. Pirelli non ha lasciato spazi all’avversario, sfruttando le occasioni che l’olandese gli ha concesso e dimostrando, come del resto già fatto da Bellandi, che l’Italia può presentarsi con credibilità a ogni appuntamento importante. Le due medaglie d’oro, arrivate nella stessa sessione di finali, hanno regalato alla delegazione italiana un bilancio più che positivo, in attesa delle ultime gare.

Un’europea da ricordare per lo judo italiano

L’edizione 2026 dei Campionati Europei, prima grande rassegna internazionale della stagione, resterà negli annali per questo doppio sigillo. Bellandi, con il suo oro, entra di diritto in un club ristrettissimo di atlete capaci di dominare contemporaneamente Olimpiadi, Mondiali ed Europei, mentre Pirelli si candida a un ruolo da protagonista nel prossimo ciclo di gare. L’Olympic Sport Palace di Tbilisi ha visto sventolare due volte il tricolore sul gradino più alto del podio, e in entrambi i casi si è trattato di vittorie costruite con pazienza, tecnica e una gestione esemplare dei momenti chiave. Per lo judo italiano, che già poteva vantare una tradizione illustre, questa resta una giornata da incorniciare senza bisogno di aggiungere altro.

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