Pioggia di medaglie per l’Italia agli Europei di judo, con due ori e un bronzo in poche ore
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Redazione Sport
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Sul tatami dell’Olympic Sport Palace di Tbilisi, in quella che era la giornata conclusiva dei Campionati Europei di judo, l’Italia ha piazzato un pomeriggio da manuale, portando a casa tre medaglie in pochissime ore e riscrivendo, almeno in parte, il bilancio di una spedizione partita sottotono. Il dato più eclatante, a dirla tutta, porta la firma di Alice Bellandi: la judoka delle Fiamme Gialle, che già vantava l’oro olimpico a Parigi 2024 e quello mondiale a Budapest 2025, ha completato la cosiddetta “Tripla Corona” imponendosi nella categoria dei -78 kg. Nessuna atleta italiana, nel judo, aveva mai centrato il tris dei titoli maggiori nello stesso ciclo olimpico, e la maniera in cui è arrivato il successo – un waza-ari inflitto alla britannica Emma Reid nel finale di una combattuta contesa – ha semplicemente messo la ciliegina sulla torta di una carriera già leggendaria. La Bellandi, che aveva confessato come l’oro continentale fosse l’unico tassello che le mancasse, ha gestito la pressione da favorita con una lucidità disarmante, dimostrando ancora una volta di essere un gradino sopra le rivali.
La rivincita di Gennaro Pirelli, tra infortuni e rinascita
Poco dopo l’apoteosi della Bellandi, è arrivato un altro boato dal settore azzurro: Gennaro Pirelli, nei -100 kg, si è laureato campione europeo battendo al golden score l’olandese Simeon Catharina. Per il napoletano, in forza alle Fiamme Oro, si tratta del primo titolo continentale dopo due bronzi consecutivi nelle edizioni precedenti, un traguardo che assume un sapore particolare se si considera il momento difficile che lo stesso atleta ha attraversato. Veniva da un periodo segnato da infortuni, da un addio doloroso in famiglia e da un Grand Slam da dimenticare, ma a Tbilisi ha ritrovato quella “fame” e quella “rabbia” necessarie per vincere, come ha raccontato lui stesso al termine della finale risolta dalle penalità. È stata una vittoria sporca, forse, ma voluta con una determinazione che ha fatto la differenza negli ultimi, estenuanti scambi del supplementare.
Asya Tavano e il bronzo della continuità
Completano il bottino, per l’appunto, le medaglie di bronzo: se Odette Giuffrida aveva aperto le danze nei -52 kg, è stata Asya Tavano a chiuderle in bellezza nella categoria regina dei +78 kg. La friulana di 23 anni, che già aveva dimostrato il suo valore nelle passate rassegne continentali, ha conquistato il quarto bronzo europeo della sua carriera, un poker di terzi posti che testimonia una continuità invidiabile per un peso massimo. Dopo la sconfitta nei quarti di finale contro la croata Helena Vukovic, la Tavano non si è scomposta: ha vinto il ripescaggio contro la connazionale Erica Simonetti e ha poi dominato la finale per il terzo posto, dove ha inchiodato la giovane estone Emma-Melis Aktas con un ippon per soffocamento dopo quasi tre minuti di golden score. Un vero e proprio test di resilienza psicologica, superato a pieni voti.
Il bilancio azzurro sul tatami di Tbilisi
Con questi risultati, l’Italia ha chiuso la rassegna continentale in quarta posizione nel medagliere, portando a casa quattro medaglie in totale: due d’oro e due di bronzo. Se è vero che il numero di podi è la metà rispetto ai quattro dell’edizione precedente, è altrettanto vero che la qualità dei titoli è cresciuta, con due inni nazionali cantati in una sola giornata. La spedizione, partita con qualche apprensione per i pochi risultati iniziali, si è trasformata in una festa grazie alla verve dei suoi interpreti, capaci di lasciarsi alle spalle le difficoltà e di esprimere il miglior judo proprio nei momenti che contano. Un pomeriggio che resterà negli annali, insomma, e che conferma come il movimento sia solido tanto nel settore femminile, con una fuoriclasse assoluta come Bellandi e una veterana affidabile come Tavano, quanto in quello maschile, dove Pirelli ha finalmente rotto un digiuno che pesava.




