L'addio a Mattia Maestri, il bambino che non si è mai risvegliato dal coma per il formaggio contaminato
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Redazione Interno
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Si sono svolti oggi i funerali di Mattia Maestri, il tredicenne di Coredo, in Trentino, morto dopo aver trascorso nove anni in stato vegetativo irreversibile a causa di una grave infezione da Escherichia coli contratta nel 2017, quando aveva solo quattro anni, dopo aver consumato un formaggio a latte crudo contaminato prodotto dal caseificio sociale del paese.
Una folla numerosa, composta da parenti, amici e conoscenti, ha gremito la chiesa parrocchiale per l'ultimo saluto al ragazzo, mentre il padre, Giovanni Battista Maestri, ha accolto il feretro al termine della funzione religiosa, accompagnato da un applauso della gente presente, a testimonianza di un dolore che ha coinvolto l'intera comunità.
Il messaggio delle maestre e il ricordo del primo giorno di scuola
Durante la cerimonia, officiata da don Raymond Marcieca, non sono mancati i momenti di profonda commozione, come quando sono state lette le parole delle maestre che hanno avuto in cura Mattia, un ricordo che ha strappato lacrime e sospiri tra i banchi della chiesa. "Ci hai ricordato il valore profondo della vita e ricordiamo con gioia il tuo primo giorno in classe", si leggeva nel messaggio affidato alle insegnanti, che hanno voluto sottolineare come quel bambino, nonostante la sua brevissima esperienza scolastica, sia riuscito a lasciare un segno indelebile.
"Sarai sempre un amico e sarai quella speciale calamita che ci farà restare uniti nel ricordo degli anni trascorsi assieme a scuola", hanno aggiunto, consegnando al padre una toccante testimonianza che ha reso l'omaggio ancora più personale e sentito. La figura del piccolo Mattia è stata descritta dal parroco come quella di un angelo, un'anima che "non ha avuto il tempo di peccare" e che resterà per sempre pura agli occhi di chi l'ha conosciuto e amato, un pensiero che ha cercato di lenire, seppur in minima parte, la sofferenza dei presenti.
La battaglia giudiziaria e la nuova ipotesi di omicidio colposo
La morte di Mattia, tuttavia, non chiude la vicenda giudiziaria che ha segnato la vita della sua famiglia, anzi, apre un nuovo capitolo processuale che i legali della famiglia intendono affrontare con determinazione. Gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello hanno infatti annunciato l'intenzione di procedere con una nuova denuncia per omicidio colposo, ritenendo che la scomparsa del ragazzo, avvenuta in seguito alle complicanze dell'infezione, possa integrare gli estremi di un reato diverso rispetto a quello già giudicato.
Il precedente procedimento penale, che si era concluso nel marzo del 2025 con una sentenza irrevocabile della Corte di Cassazione, aveva portato alla condanna per lesioni colpose gravissime a carico dell'ex presidente del caseificio e del casaro, confermando il nesso di causalità tra il consumo del formaggio contaminato e la sindrome emolitico-uremica che aveva colpito il bambino.
Ora, con la morte di Mattia, la difesa ritiene che si possa contestare l'aggravante della colpa cosciente, anche se dovrà essere valutata l'eventuale applicazione del principio del ne bis in idem, che vieta un secondo giudizio per lo stesso fatto.
L'assenza delle istituzioni e il proseguo della mobilitazione
Alle esequie non ha preso parte alcun rappresentante della Provincia autonoma di Trento, una scelta che è maturata in seguito a una precisa richiesta della famiglia, che ha voluto così manifestare il proprio malumore per la distanza percepita dalle istituzioni durante questi lunghi anni di calvario.
Il padre di Mattia, che in tutti questi anni non ha mai smesso di battersi non solo per ottenere giustizia, ma anche per promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati al consumo di latte crudo e dei suoi derivati, specialmente per i soggetti più vulnerabili come i bambini, ha più volte ribadito che la sua battaglia non si fermerà.
Giovanni Battista Maestri ha fondato un'associazione di consumatori e ha pubblicato un libro intitolato "La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato", presentato al Senato, per informare il pubblico e spingere le istituzioni a vietare il consumo di questi prodotti ai minori di dieci anni.
La sua è stata una lotta che ha attraversato le aule di giustizia, le piazze e le sedi politiche, con l'obiettivo che quanto accaduto a suo figlio non si ripeta mai più con altri bambini, un impegno che è stato riconosciuto e apprezzato da molte parti politiche, come il Partito Democratico, che ha ricordato una proposta di legge ferma in Commissione, mentre il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha espresso il cordoglio dell'amministrazione.
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