Morte di Mattia Maestri, la Procura di Trento apre un fascicolo per omicidio colposo e dispone l’autopsia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in relazione alla morte di Mattia Maestri, il tredicenne di Coredo deceduto domenica dopo aver trascorso nove anni in stato vegetativo irreversibile, conseguenza dell'ingestione di formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, titolare dell'indagine, ha inoltre disposto l'esecuzione dell'autopsia sulla salma del ragazzo, bloccando di fatto la procedura di sepoltura che era stata programmata all'indomani dei funerali.

La battaglia giudiziaria e la richiesta di giustizia

La vicenda giudiziaria, che aveva già portato a una condanna in Cassazione per lesioni gravissime a carico dell'ex presidente del caseificio sociale di Coredo e del casaro, si apre ora a un nuovo e decisivo capitolo. I legali della famiglia, gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello, hanno annunciato la presentazione di una denuncia per omicidio colposo, con l'aggravante della colpa cosciente, un'ipotesi che la Procura ha comunque già recepito procedendo d'ufficio.

Il padre del ragazzo, Giovanni Battista Maestri, aveva già preannunciato questa svolta, dichiarando che al momento del decesso del figlio avrebbe chiesto di procedere per omicidio colposo, una richiesta che ora trova concreta attuazione nelle aule di giustizia.

Il contesto: il caso di Elia e la proposta di legge ferma

La scomparsa di Mattia ha riacceso i riflettori su un tema che coinvolge altre famiglie italiane, come quella di Elia, il bambino di Arenzano morto nel 2024 a soli tre anni a causa della stessa sindrome emolitico-uremica (Seu) contratta dopo aver consumato un formaggio a latte crudo.

I genitori di Elia, Sonia Gerelli e Marco Damonte, che nel frattempo hanno fondato l'associazione "Il Trenino di Elia" e sono stati nominati Ufficiali dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, hanno rinnovato il loro appello al governo per sbloccare una proposta di legge sull'etichettatura dei prodotti a latte crudo, ferma ormai da un anno e mezzo.

La richiesta di etichette chiare per proteggere i più fragili

L'obiettivo della proposta di legge, primo firmatario il senatore Lorenzo Basso, è quello di introdurre una dicitura semplice, chiara e immediatamente visibile sulle confezioni, che metta in guardia i consumatori sui possibili rischi per i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone immunocompromesse.

I genitori di Elia, così come Giovanni Battista Maestri, hanno sempre ribadito che la loro battaglia non è contro i produttori né mira a vietare la commercializzazione di questi prodotti, ma punta esclusivamente a garantire una maggiore consapevolezza e il diritto a scegliere con informazioni complete. La proposta, sostenuta da medici e pediatri, rischia però di non vedere la luce entro la fine della legislatura a causa di uno stallo parlamentare mai chiarito dal governo.

I rischi del latte crudo e la sindrome emolitico-uremica

La sindrome emolitico-uremica, che rappresenta la principale causa di insufficienza renale acuta in età pediatrica, è una complicanza dell'infezione da Escherichia coli che si contrae prevalentemente per via alimentare, e i prodotti caseari a base di latte crudo e a breve stagionatura sono tra i veicoli più pericolosi.

La mancanza di una normativa specifica che imponga avvertenze in etichetta, a differenza di quanto avviene in altri paesi come la Francia, lascia le famiglie esposte a un rischio che, come dimostrano i casi di Mattia ed Elia, può avere conseguenze devastanti e irreversibili.

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