La Procura di Trento apre un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte di Mattia Maestri. L’Iss: “Attenzione ai rischi dei formaggi a latte crudo”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morte di Mattia Maestri, il tredicenne di Coredo deceduto il 2 agosto dopo nove anni trascorsi in stato vegetativo irreversibile, ha portato la Procura di Trento ad aprire un nuovo fascicolo d’indagine. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli ha disposto l’autopsia per fare chiarezza su un decesso che, sul piano giudiziario, trasforma la vicenda in un caso di omicidio colposo, dopo che le precedenti condanne erano state emesse per lesioni gravissime.

La Procura, come riporta la Rai, procede ora con un accertamento tecnico irripetibile per cristallizzare l’impianto accusatorio e verificare il nesso causale tra il consumo del formaggio contaminato e la sindrome che ha portato alla morte del ragazzo.

Le condanne precedenti e la svolta nelle indagini

Il caso di Mattia Maestri ha già avuto un lungo iter giudiziario, conclusosi a marzo 2025 con la conferma in Cassazione della condanna per l’ex presidente del caseificio sociale di Coredo, Lorenzo Biasi, e per il casaro Gianluca Fornasari. I due erano stati riconosciuti colpevoli di lesioni gravissime e condannati al pagamento di una multa di 2.478 euro, oltre a una provvisionale di un milione di euro a favore della famiglia, con 600.000 euro per il bambino e 200.000 per ciascun genitore. Tuttavia, con il decesso del ragazzo, il quadro giudiziario cambia radicalmente.

Come hanno spiegato gli avvocati della famiglia, Paolo Chiariello e Monica Cappello, la morte introduce un "evento diverso" che esclude l'identità del fatto storico rispetto ai precedenti procedimenti, consentendo così l'apertura di un nuovo fascicolo. I legali hanno già annunciato l'intenzione di presentare una denuncia per omicidio colposo, chiedendo l'aggravante della colpa cosciente, sostenendo che i condannati "avevano piena coscienza dei rischi connessi ai loro comportamenti e sapevano che stavano operando secondo modalità scellerate".

La sindrome emolitico-uremica e i rischi per i più piccoli

La tragedia che ha colpito Mattia Maestri trae origine dal consumo, il 4 giugno 2017, di un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (STEC). Il batterio provocò una sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicanza che causa insufficienza renale acuta e, come in questo caso, danni neurologici irreversibili. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS), intervenendo sulla vicenda, ha ribadito che il rischio di infezione associato ai formaggi a latte non pastorizzato non è trascurabile, sebbene generalmente contenuto.

I bambini al di sotto dei cinque anni rappresentano la categoria più vulnerabile, e per loro l'assunzione di questi prodotti è assolutamente sconsigliata quando i processi produttivi non garantiscono la sicurezza. L'ISS ha sottolineato che il principale meccanismo di contaminazione è la contaminazione fecale del latte durante la mungitura, momento critico che richiede il massimo rigore igienico.

Batterio Stec e sicurezza alimentare: il ruolo delle linee guida

La lotta contro il batterio STEC non riguarda esclusivamente il mondo dei formaggi a latte crudo. Come ricorda l'ISS, il rischio è presente anche in altri alimenti, come carni poco cotte o vegetali freschi, che possono essere veicolo di contaminazione. Per questo motivo, il Ministero della Salute ha promosso linee guida specifiche per supportare i produttori nella gestione del rischio lungo tutta la filiera alimentare, dalla stalla alla tavola.

Le raccomandazioni includono il rafforzamento delle misure igieniche negli allevamenti, il monitoraggio della presenza del batterio e la formazione degli operatori. La famiglia di Mattia, in particolare il padre Giovanni Battista, si è battuta in questi anni non solo per ottenere giustizia, ma anche per promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi per la salute pubblica.

La loro battaglia si intreccia ora con quella di altri genitori, come Sonia e Marco, che dopo la morte del piccolo Elia nel 2024 chiedono un'etichettatura più chiara per i formaggi a latte crudo, una proposta di legge ferma da oltre un anno e mezzo in Parlamento.

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