La morte di papa Francesco e il ricordo della cugina Carla: gli ultimi giorni del pontefice
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Redazione Sport
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A Portacomaro, frazione di Asti dove affondano le radici della famiglia Bergoglio, il dolore per la scomparsa di papa Francesco si è materializzato nella figura di Carla Rabezzana, cugina 94enne del pontefice, che lo aveva ospitato nel 2022 per festeggiare i suoi novant’anni. «Era sereno, anche se stanco», ha raccontato ai giornalisti, ricordando l’ultima telefonata con il papa, avvenuta pochi giorni prima della morte. Un dialogo breve ma intenso, che ora diventa testimonianza di un legame familiare mai interrotto, nonostante la distanza e il peso del ministero petrino.
Quella stessa serenità era emersa nelle parole pronunciate da Francesco durante il ricovero al Gemelli, quando aveva definito la morte «un passaggio verso una nuova vita», ribadendo una visione della fede radicata nella speranza. Un approccio che aveva caratterizzato anche le sue battaglie personali contro la malattia, a cominciare dalla grave infezione polmonare contratta a 21 anni, che gli costò l’asportazione di parte di un polmone. Un episodio che, insieme alle recenti complicazioni, aveva reso i suoi ultimi mesi un alternarsi di fragilità e determinazione.
Gli ultimi istanti di vita del papa sono stati ricostruiti da fonti vaticane citate da diversi media: sveglia alle 6 nella residenza di Santa Marta, condizioni giudicate «discrete» dai collaboratori nonostante il progressivo indebolimento, e infine il malore alle 7.35 del 21 aprile. Un epilogo sobrio, coerente con uno stile che aveva sempre privilegiato la semplicità.




