Gasolio agricolo, il credito d’imposta al 20% piace ma le imprese chiedono di più
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Redazione Economia
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Il credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo – varato dal Consiglio dei Ministri nel quadro delle ultime misure di sostegno – ha raccolto un giudizio sostanzialmente positivo da parte delle principali confederazioni di categoria, sebbene accompagnato da una richiesta netta di interventi dalla natura più strutturale. Cia Romagna, per esempio, lo definisce un “primo passo utile” per sostenere le imprese agricole, schiacciate come sono dall’impennata dei costi energetici. Una misura, questa, che risponde direttamente a un emendamento al Dl Bollette, proposto dalla stessa Confederazione già lo scorso 20 febbraio, e che ora diventa realtà, seppur con i limiti temporali che molti segnalano.
Rincari record e denunce per speculazioni
Secondo i dati elaborati da Coldiretti, il prezzo del gasolio agricolo è letteralmente schizzato: da circa 0,85 euro al litro si è arrivati a toccare quota 1,45 euro al litro, con un incremento percentuale persino superiore a quello registrato per il diesel ordinario. Un balzo che, va detto, ha assunto contorni particolarmente critici in regioni come Sicilia e Puglia, dove si sono segnalati picchi preoccupanti. Tanto che la stessa confederazione ha presentato una denuncia in Procura e alla Guardia di Finanza, sospettando fenomeni speculativi a danno degli agricoltori.
Confagricoltura Bari-Bat: “intervento necessario ma in fase cruciale”
L’orientamento favorevole non manca neppure tra le fila di Confagricoltura Bari-BAT, dove il presidente Massimiliano Del Core sottolinea come il credito d’imposta sul gasolio agricolo per il mese di marzo arrivi “dietro forti insistenze di Confagricoltura” e proprio in una fase decisiva per le aziende, impegnate nelle operazioni primaverili. Un riconoscimento, il suo, che non nasconde tuttavia l’urgenza di non lasciare l’intervento isolato, dato che le semine e le lavorazioni di questa stagione richiedono certezze che vanno oltre il singolo mese.
Il presidente di Cia Romagna: “primo passo, ma serve continuità”
E proprio su questo punto insiste Lorenzo Falcioni, presidente di Cia Romagna: l’aiuto – spiega – è contemplato solo per marzo, mentre nei mesi successivi le attività agricole si intensificano e i costi di altri fattori produttivi, a cominciare dai fertilizzanti, continuano a lievitare in modo esponenziale. Senza un rafforzamento e un’estensione della misura, insomma, il rischio è che il beneficio venga rapidamente annullato da una spirale di rincari che non accenna a fermarsi. Un’eventualità, questa, che le associazioni auspicano venga scongiurata con decisioni già nell’immediato futuro.




