Bolivia, si vota il ballottaggio tra Quiroga e Paz. Finisce l'era del Mas
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Redazione Esteri
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Gli seggi hanno riaperto i loro battenti a La Paz e in tutto il paese, chiamando alle urne, in un giorno che si preannuncia come una cesura netta nella storia recente della nazione andina, quasi otto milioni di elettori. Il voto, che è obbligatorio, si protrarrà fino al primo pomeriggio, ora locale, per decidere il nome del nuovo presidente in una competizione dalla posta inestimabile. La corsa, infatti, vede fronteggiarsi l'ex presidente Jorge 'Tuto' Quiroga, espressione della destra del partito Libre, e il senatore centrista Rodrigo Paz Pereira, rappresentante del Partido Demócrata Cristiano, in un duello che ha escluso, per la prima volta in vent'anni, le forze politiche eredi di Evo Morales.
Uno scenario politico radicalmente mutato
Che il primo ballottaggio della storia boliviana si giochi interamente all'interno dell'area conservatrice è la diretta conseguenza del collasso del Movimiento al Socialismo, un tempo egemone e oggi affossato da una profonda crisi economica e da laceranti conflitti interni. Le divisioni, che hanno contrapposto senza esclusione di colpi l'ex presidente Luis Arce al suo predecessore Evo Morales, hanno determinato una frammentazione del fronte progressista, il cui esito è stato un clamoroso crollo di consensi durante il primo turno. A ciò si sono aggiunti episodi di tensione, come l'aggressione subìta da un altro candidato, preso a sassate proprio mentre si recava a votare, a dimostrazione di un clima politico surriscaldato.
I due candidati e le loro proposte
Jorge Quiroga, che ha già guidato il paese per un mandato, viene dato dai sondaggi, sebbene la loro attendibilità in Bolivia sia spesso messa in discussione, come lieve favorito con un consenso stimato attorno al quarantacinque per cento. Il suo avversario, Rodrigo Paz, che ha sorpreso gli osservatori costruendo una solida base di supporto nelle regioni periferiche, propone un programma economico di stampo liberale, sebbene meno radicale rispetto a quello dell'avversario. È lui, con il suo slogan "pochi soldi per tutti", a sostenere con forza che la nazione possa risolvere le sue difficoltà finanziarie senza dover ricorrere a ingenti finanziamenti internazionali o all'intervento del Fondo Monetario Internazionale.
Un voto che segna un confine
Indipendentemente dall'esito che emergerà dalle schede, il risultato di questa consultazione sancisce la fine di un'epoca. Dopo due decenni di governi consecutivi guidati dal Mas, la Bolivia si appresta a essere amministrata da una forza politica di segno opposto, un evento che ridisegna completamente gli equilibri del potere. L'attenzione, ora, è tutta concentrata sull'affluenza e sull'esito di uno scontro che, oltre a essere molto serrato, rappresenta una svolta di cui si misureranno le conseguenze nei prossimi anni.




