Oliena, tragedia nella macchia: allevatore muore per un colpo di fucile durante la caccia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una domenica che doveva concludersi con il rientro stanco e la soddisfazione della battuta si è trasformata, nel giro di un istante, in tragedia. Negli impervi terreni di campagna di Sa Serra, a Oliena, il rumore secco di un colpo di fucile ha spento la vita di Andrea Puddu, allevatore di 58 anni del luogo, centrato in pieno petto da una scarica di pallini. L'episodio, che le indagini dei carabinieri stanno ricostruendo nei dettagli per accertarne la dinamica precisa, si è consumato verso le 16.30, mentre il gruppo di una quindicina di cacciatori stava concludendo la propria attività di caccia grossa, prevalentemente al cinghiale. L'uomo, colpito in quella che appare come una tragica fatalità, si è accasciato al suolo senza possibilità di reazione, mentre i compagni, atterriti, tentavano di prestare soccorso e allertavano disperatamente i numeri di emergenza.

I soccorsi e le indagini in corso

Nonostante la prontezza con cui è stato allertato il 118 e l'arrivo sul posto dell'ambulanza medica, per Andrea Puddu non c'è stato purtroppo nulla da fare. La violenza del proiettile, partito – secondo le prime ricostruzioni – dal fucile di un amico che faceva parte della stessa battuta, ha causato lesioni troppo gravi, tali da condurre alla morte in modo pressoché immediato. Sul posto, oltre al personale sanitario, sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, che hanno avviato le procedure d'obbligo per i casi di questo genere, sequestrando l'arma e ascoltando le prime testimonianze dei presenti. Le operazioni, condotte con la massima delicatezza data la natura dell'incidente e il coinvolgimento di persone legate da rapporti di conoscenza e amicizia, mirano a fare piena luce su ogni aspetto della vicenda, escludendo qualsiasi ipotesi diversa da quella dell'incidente.

Il contesto di una pratica radicata

L'episodio riaccende i riflettori, in modo luttuoso, sui rischi intrinseci alla pratica venatoria, specialmente quando essa si svolge in ambienti complessi come la macchia mediterranea, dove la visibilità può essere limitata e i movimenti dei partecipanti devono essere coordinati con estrema attenzione. Quella di domenica era una battuta organizzata, con un numero consistente di persone, ciascuna delle quali, è lecito pensare, in possesso di regolare porto d'armi e di una certa esperienza. Proprio per questo, la dinamica che ha portato il compagno a esplodere il colpo fatale viene esaminata con scrupolo, anche se al momento non emergono elementi di dolo. La caccia, attività profondamente radicata nella tradizione e nell'economia di molti territori interni della Sardegna, vive così un ennesimo giorno di lutto, che si va ad aggiungere ad altri incidenti occorsi nel passato, ciascuno dei quali ha scosso profondamente il tessuto sociale di paesi piccoli e coesi, dove tutti si conoscono.

Il vuoto lasciato nella vita quotidiana

Oltre alle indagini e alle questioni di carattere giudiziario, resta il vuoto incolmabile nella vita di ogni giorno. Andrea Puddu non era solo un cacciatore appassionato, ma principalmente un allevatore, un uomo che lavorava a contatto con la terra e con gli animali, una figura conosciuta nella sua Oliena. La sua scomparsa violenta e improvvisa lascia una ferita nella famiglia, tra gli amici e in quel gruppo di persone con cui condivideva la passione per la caccia, trasformata in una sciagura collettiva. Mentre la Procura procede con le sue valutazioni, la località del Nuorese deve fare i conti con la perdita di un suo membro, in circostanze che rendono il dolore ancor più straziante per la loro assurdità e per il tragico ruolo giocato dalla fatalità, in un momento di svago e condivisione.

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