Tragedia a Oliena, cacciatore iscritto nel registro degli indagati dopo aver ucciso l'amico
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Redazione Interno
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Una giornata di caccia, conclusasi nel modo più atroce, ha consegnato agli atti della procura di Nuoro una vicenda che, al di là della dinamica apparentemente accidentale, dovrà essere esaminata in ogni suo dettaglio. Nelle campagne di Sa Serra, ad Oliena, dove la luce del pomeriggio del 28 dicembre iniziava a scemare, un colpo di fucile ha stroncato la vita di Andrea Puddu, allevatore di 58 anni, colpito al torace dal compagno di battuta che, stando alle prime indagini, lo aveva scambiato per un cinghiale. L’uscita, che si avviava alla conclusione, si è così trasformata in tragedia nel giro di pochi istanti, lasciando sul campo una vittima e un uomo, Gianni Puligheddu di 71 anni, travolto dalle conseguenze di quel gesto fatale. Il sostituto procuratore Andrea Ghironi, valutata la ricostruzione dei carabinieri, ha formalizzato la posizione dell’uomo iscrivendolo nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo, un passaggio giudiziario doveroso che apre la strada a un procedimento volto ad accertare le responsabilità, per quanto involontarie.
La fredda reazione sui social
La crudezza del fatto, mentre le indagini proseguono per definire con precisione ogni circostanza, è stata amplificata da un commento sui social network che ha suscitato sconcerto. Enrico Rizzi, noto per le sue posizioni animaliste, ha reagito alla notizia della morte di Puddu, pubblicata sul sito de L’Unione Sarda, con un post su Facebook di una spiazzante freddezza. “Succede. Rischi del mestiere”, ha scritto, accompagnando il messaggio con l’emoji di un uomo che scrolla le spalle, per poi condividerlo anche in una storia sui suoi profili. Un’affermazione, la sua, che sembra voler banalizzare l’accaduto, assimilando la perdita di una vita umana a un inevitabile contrappasso dell’attività venatoria, e che si staglia su uno sfondo già segnato dal dolore per una morte assurda.
Il peso di una lunga serie di incidenti
Questo episodio, pur nella sua specificità, non rappresenta un caso isolato nel panorama regionale, andandosi ad aggiungere a una serie di eventi luttuosi che periodicamente riaccendono il dibattito sulla sicurezza durante le battute. La Sardegna, terra dove la caccia rappresenta per molti una tradizione radicata, registra con una frequenza che non può essere ignorata simili tragedie, nelle quali l’entusiasmo o la distrazione si traducono in conseguenze irreparabili. La morte di Puddu, dunque, ripropone con forza il tema delle cautele da osservare, della formazione e della consapevolezza necessarie per maneggiare armi in ambienti aperti e condivisi, dove un attimo di fraintendimento può avere esiti definitivi.
Il percorso giudiziario che attende l'indagato
Il procedimento penale a carico di Puligheddu seguirà ora il suo iter, con gli investigatori chiamati a ricostruire minuziosamente la scena, a valutare le condizioni visive, la distanza tra i due uomini e ogni altro elemento utile. L’ipotesi di omicidio colposo, che presuppone una negligenza, un’imprudenza o un’imperizia, sarà il perno attorno al quale si svilupperà l’inchiesta, senza che per ora vengano esclusi altri risvolti. La giustizia, per sua natura, dovrà occuparsi degli aspetti prettamente giuridici della faccenda, separandoli dalla rabbia o dalla retorica che a volte accompagnano questi fatti, per concentrarsi esclusivamente su ciò che è accaduto in quel preciso pomeriggio di fine dicembre nelle campagne di Oliena.




