Rivolta nel carcere di Viterbo dopo la morte di un detenuto
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Redazione Interno
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Un detenuto di 32 anni, originario di un Paese dell'Europa dell'Est, è stato trovato morto nel letto della sua cella nel carcere di Viterbo. Questo tragico evento ha scatenato una violenta protesta da parte di circa sessanta detenuti.
Dettagli sulla vittima
La vittima era un tossicodipendente che era stato trasferito nel carcere di Viterbo solo da pochi giorni. Al momento, gli investigatori tendono a escludere la morte violenta o il suicidio.
La rivolta dei detenuti
In seguito alla notizia della morte del detenuto, una sessantina di prigionieri si sono asserragliati in una sezione del penitenziario, dando alle fiamme materassi e suppellettili. La polizia penitenziaria ha lavorato per circoscrivere la sommossa, ma si è reso necessario anche il supporto dell'intervento del gruppo specializzato arrivato da Roma.
Intervento delle forze dell'ordine
All'esterno della struttura carceraria, oltre alle forze dell'ordine, erano presenti anche i vigili del fuoco e il personale sanitario. Grazie all'intervento professionale e con alto senso del dovere, la rivolta a Viterbo è stata sedata, chiudendo tutti i detenuti autori dell'evento nelle proprie camere di pernottamento. Giuseppe Proietti Consalvi, vice segretario generale Osapp, ha lodato le forze dell'ordine intervenute per la loro altissima professionalità.
Conseguenze della rivolta
La rivolta è stata sedata dopo le 20 del giorno stesso. Una cinquantina di detenuti si erano asserragliati nella sezione D1 e avevano lanciato bombolette a gas incendiarie contro i poliziotti penitenziari, dando fuoco a lenzuola e materassi. L'odore acre e il denso fumo hanno invaso i locali e sul posto sono giunti i vigili del fuoco con 5 uomini, due mezzi, il funzionario di guardia e il vice-comandante.




