Avellino-Lazio, un test con luci e ombre: decide Guendouzi sul filo di lana

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nonostante il risultato stretto, l’amichevole tra Avellino e Lazio – disputata a Frosinone in memoria di Sandro Criscitiello – ha lasciato segnali interessanti per entrambe le squadre. A decidere la contesa, un rigore trasformato da Guendouzi al 92’, dopo un fallore su Noslin che ha impedito all’Avellino di affrontare la serie dei calci di rigore prevista in caso di parità. Un epilogo amaro per i lupi, che pure hanno mostrato frammenti di gioco promettenti, a cominciare dalle prove di Palmiero e Milani, quest’ultimo autore di un’ottima prestazione nonostante la sconfitta.

La Lazio, dal canto suo, ha confermato di essere un "cantiere aperto", come sottolineato da Raniero Altavilla. Se alcuni giocatori – tra cui Gila e Pedro – hanno dimostrato di essere già a buon punto, altri hanno rivelato ritardi nella condizione atletica o negli automatismi di gioco. Gila, in particolare, è apparso solido in fase difensiva, intervenendo con tempismo su Favilli e Crespi, mentre Pedro ha sfoggiato vivacità nonostante la mancanza di conclusioni a rete. Al contrario, Dele-Bashiru e Cancellieri hanno deluso, mostrando ancora margini di miglioramento.

Sul fronte avellinese, l’allenatore Di Loreto ha preferito puntare su venti minuti intensi di Noslin piuttosto che su una prestazione più lunga ma meno incisiva di Castellanos. Una scelta che, sebbene non abbia evitato la sconfitta, ha permesso di valutare meglio alcune dinamiche offensive. La squadra, pur sconfitta, ha lasciato l’impressione di una compagine organizzata, capace di tenere testa a un avversario di rango superiore per gran parte della partita.

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