Polonia in bilico, entrambi i rivali si proclamano vincitori: notte di suspense sul ballottaggio
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Redazione Esteri
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Mentre i seggi chiudevano i battenti, la Polonia tratteneva il fiato. Gli exit poll delle 21, diffusi a caldo dopo la fine delle operazioni di voto, dipingevano un quadro da brividi: Rafał Trzaskowski, il sindaco di Varsavia sostenuto da Piattaforma Civica, era dato al 50,3%, mentre Karol Nawrocki, il candidato nazionalista scelto dal partito di governo PiS nonostante la sua estraneità formale al movimento, si fermava al 49,8%. Mezzo punto percentuale di distanza, un’inezia che lasciava presagire una notte di tensioni. E infatti, poche ore dopo, le proiezioni aggiornate ribaltavano lo scenario: Nawrocki balzava in testa con il 50,7%, mentre Trzaskowski scivolava al 49,3%.
La polarizzazione, del resto, era nell’aria già da settimane. Da una parte Trzaskowski, 52 anni, poliglotta e filoeuropeo, simbolo di una Polonia aperta e proiettata verso Bruxelles, sostenuto da elettori giovani, donne e dalla diaspora. Dall’altra Nawrocki, 45 anni, storico di formazione e volto emergente della destra sovranista, che ha cavalcato un nazionalismo conservatore in sintonia con la base più tradizionalista del Paese. Se il primo ha cercato di distanziarsi dall’ombra ingombrante del premier Donald Tusk – evitando così di trasformare il voto in un plebiscito sul governo – il secondo ha sfruttato la macchina del PiS, forte di un radicamento territoriale capillare e di un elettorato fedele.
Quello che colpisce, al di là dei numeri, è la somiglianza con il ballottaggio di cinque anni fa, quando l’allora presidente uscente Andrzej Duda sconfisse Trzaskowski per un soffio. Allora come oggi, la campagna è stata aspra, divisiva, con accuse reciproche di manipolazione e toni sempre più accesi. Ma mentre nel 2020 a pesare furono soprattutto i temi valoriali, stavolta la sfida si è giocata su terreni più ampi: dall’atteggiamento verso la guerra in Ucraina – con Nawrocki critico verso gli aiuti a Kiev – alla gestione dei fondi europei, bloccati per mesi a causa delle tensioni tra Varsavia e l’UE.




