L’Ecce Homo di Antonello da Messina esposto al Senato, La Russa: “Operazione culturale e sociale”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Roma. C’è un momento, nella vita di un’opera d’arte, in cui essa smette di appartenere a uno sguardo privato – magari quello di un collezionista che, come in questo caso, la custodiva in una borsa di pelle per trarla fuori solo nel raccoglimento della preghiera – per diventare patrimonio collettivo, accessibile a chiunque ne varchi la soglia. Questo passaggio, che ha il sapore di una restituzione più che di una semplice acquisizione, si è compiuto questa mattina nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato, dove il presidente dell’assemblea Ignazio La Russa e il ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno inaugurato l’esposizione dell’“Ecce Homo” di Antonello da Messina. L’opera, un piccolo pannello bifacciale di appena venti centimetri per quindici, dipinto intorno al 1465 con sull’altro lato un “San Girolamo penitente”, è tornata in Italia dopo essere stata acquistata nelle scorse settimane dalla Direzione generale Musei, sottraendola così a un’asta imminente da Sotheby’s a New York dove era stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Il trasferimento, avvenuto sotto l’egida del ministero, ha visto il ministro Giuli visionare personalmente il capolavoro nella sede della casa d’aste americana prima del rientro, avvenuto ieri all’aeroporto di Fiumicino a bordo di un volo di linea.

Un’esposizione temporanea nella sede della Biblioteca del Senato

L’allestimento nella storica cornice di Palazzo della Minerva, che resterà aperto al pubblico da domani, 27 marzo, fino al 7 aprile, rappresenta l’anteprima mondiale di un’operazione culturale più ampia. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione, una scelta che il presidente La Russa ha definito “veramente importante” nel corso della cerimonia, sottolineando come la presenza dell’opera in uno dei luoghi istituzionali per eccellenza ne moltiplichi l’attenzione e la fruibilità. La Russa, in un intervento che ha voluto allargare il significato dell’evento oltre i confini meramente artistici, ha parlato esplicitamente di “operazione sociale” e “socioeconomica”, osservando – con una frase incidentale che ne ha caratterizzato il ragionamento – che la cultura, quando viene spesa bene, non produce soltanto ricchezza dello spirito ma genera anche un indotto materiale. L’orario di visita, studiato per favorire il maggior numero di accessi, prevede l’apertura dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20, con prolungamenti straordinari nei fine settimana: sabato 28 e domenica 29 marzo, così come dal 4 al 6 aprile, l’apertura sarà dalle 10 alle 18, consentendo così al pubblico di ammirarla anche durante il lungo weekend pasquale.

Il valore storico e il futuro itinerario dell’opera

L’“Ecce Homo” di Antonello da Messina non è solo un dipinto di altissimo valore devozionale – come testimonia l’usura della superficie, probabilmente dovuta al bacio ripetuto dei fedeli nel corso dei secoli – ma rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione del linguaggio pittorico del maestro siciliano, capace di fondere la precisione fiamminga con la monumentalità umana della scuola italiana. Si tratta di una delle pochissime versioni di questo soggetto ancora esistenti e, prima dell’acquisizione, l’ultima rimasta in mani private. Sebbene il percorso espositivo inizi oggi al Senato, la destinazione permanente individuata dal ministero è il MuNDA, il Museo Nazionale d’Abruzzo all’Aquila, città che ricopre il ruolo di Capitale italiana della Cultura per il 2026. Il ministro Giuli, nel suo intervento, ha tuttavia precisato che non si intende dare al quadro un “domicilio fisso” definitivo, quanto piuttosto avviarlo a una serie di “ricongiungimenti familiari” con altre opere dello stesso autore sparse per il territorio nazionale, in un ideale circuito museale che ne valorizzi la fruizione diffusa.

La genesi dell’acquisto e le prospettive di valorizzazione

L’operazione di rientro, definita “storica” dallo stesso Giuli, si è concretizzata grazie a un’intesa con Sotheby’s, che ha ritirato il lotto dall’asta per favorire la trattativa privata con lo Stato italiano per un valore di circa 15 milioni di euro. Il ministro, presente alla cerimonia insieme al presidente La Russa, ha ricordato il clima di “silenzioso rispetto” che si era creato nel momento in cui gli era stato mostrato il quadro a New York, un rispetto che lui stesso ha definito “profondamente sentito” di fronte a un’opera capace di sintetizzare la missione del dicastero. Al di là della tappa romana e della collocazione finale all’Aquila, l’opera è già richiesta per una grande rassegna su Antonello da Messina in programma al museo Thyssen Bornemisza di Madrid nel 2028, segno che il suo valore trascende i confini nazionali e si inserisce in un circuito di grande respiro internazionale. Intanto, per i prossimi giorni, Palazzo della Minerva si prepara ad accogliere il pubblico, offrendo l’opportunità di confrontarsi con un capolavoro che, come ha osservato il presidente del Senato, non solo rende fruibile la singola opera ma ne moltiplica l’importanza proprio attraverso la condivisione.

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