Btp Valore e Btp Valore Insieme, doppio collocamento dal 19 ottobre: cosa sapere

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha annunciato una nuova emissione della famiglia Btp Valore che si svolgerà da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre 2026, fino alle ore 13, salvo chiusura anticipata. La novità di questo collocamento, la terza emissione retail dell'anno dopo il Btp Valore di marzo e il Btp Italia di giugno, consiste nella contemporanea offerta di due titoli distinti, entrambi con durata quinquennale e scadenza fissata al 27 ottobre 2031. I risparmiatori potranno scegliere se acquistare l'uno, l'altro, oppure entrambi, in un'ottica di diversificazione dell'investimento.

Due formule per esigenze diverse

Il Btp Valore classico continua a pagare cedole ogni tre mesi, calcolate su un tasso cedolare annuo che cresce nel tempo secondo uno schema predeterminato a tre fasi: un livello per i primi due anni, un aumento per il terzo e quarto anno, e un ulteriore incremento nell'anno finale. Il Btp Valore Insieme rappresenta invece una novità assoluta per i titoli di Stato dedicati al retail: non distribuisce cedole periodiche, ma accumula l'intera remunerazione per corrisponderla in un'unica soluzione alla scadenza, insieme al rimborso del capitale investito.

Secondo quanto precisato dal Mef, i due strumenti offriranno all'emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario. La differenza sostanziale risiede nella distribuzione temporale dei flussi: il Btp Valore tradizionale garantisce un reddito periodico che può essere speso o reinvestito, mentre il Btp Valore Insieme concentra tutto alla fine. Per questo motivo la cedola finale del secondo sarà necessariamente più alta della semplice somma delle cedole staccate dal primo, poiché i pagamenti differiti devono remunerare anche il valore temporale del denaro.

Tassi e modalità di acquisto

I tassi cedolari minimi garantiti e i codici Isin dei due titoli saranno comunicati venerdì 16 ottobre, tre giorni prima dell'apertura del collocamento. Come nelle precedenti emissioni, i tassi annunciati potranno essere confermati oppure rivisti al rialzo al termine del periodo di sottoscrizione, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero. Per questa emissione non è previsto alcun premio fedeltà.

L'investimento minimo è fissato a 1.000 euro per ciascuno dei due titoli, con la certezza che l'intero importo richiesto venga sottoscritto. I titoli saranno collocati alla pari, a prezzo 100, e senza commissioni durante i giorni dell'emissione, fermi restando gli eventuali costi di gestione del conto titoli applicati dall'intermediario. L'acquisto potrà avvenire tramite home banking abilitato al trading online, oppure rivolgendosi alla propria banca o all'ufficio postale presso cui si detiene un conto deposito titoli.

Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot di Borsa Italiana, con Intesa Sanpaolo e UniCredit nel ruolo di dealer e Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm come co-dealer.

Trattamento fiscale e contesto del debito

Entrambi i titoli beneficiano del regime fiscale agevolato previsto per i titoli di Stato: tassazione al 12,5% sugli interessi, esenzione dall'imposta di successione ed esclusione dal calcolo dell'Isee fino a un massimo di 50.000 euro complessivi investiti in titoli di Stato e prodotti del risparmio postale. Il rimborso avverrà alla pari in un'unica soluzione alla scadenza.

L'operazione si inserisce nel percorso avviato dal Ministero dell'Economia guidato da Giancarlo Giorgetti per aumentare la quota di debito pubblico collocata presso le famiglie italiane, considerate investitori più stabili rispetto ai capitali esteri. Secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia, gli investitori non residenti detengono circa il 36% del debito pubblico italiano, mentre la quota delle famiglie si attesta intorno al 14,6%, in crescita rispetto agli anni precedenti ma ancora inferiore ai livelli storici.

Le banche italiane detengono poco più del 20%, mentre la Banca d'Italia ha progressivamente ridotto la propria presenza sul mercato dei titoli di Stato.

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