Chiara Ferragni, il ritorno sulla cresta dell'onda dopo il proscioglimento
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Lo sguardo è quello luminoso e diretto di chi si riaffaccia a un mondo che, per un periodo non breve, è sembrato poterle sfuggire. In due degli scatti della campagna globale Guess estate 2026, Chiara Ferragni posa con un denim che ricorda, non a caso, l’estetica degli anni della prima, folgorante ascesa. L’annuncio della collaborazione, diffuso a distanza di poco più di una settimana dal proscioglimento da parte del Tribunale di Milano per il caso legato alla promozione del pandoro, segna un ritorno voluto e simbolico. «È un grande onore per me tornare a lavorare per voi dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione», ha dichiarato l’imprenditrice digitale, sottolineando come il progetto rappresenti molto più di una semplice campagna pubblicitaria. Ferragni, che ha definito l’esperienza un momento per raccontarsi per quella che è oggi, ha parlato di una persona più consapevole e serena, accolta da un brand che ha fatto la storia della moda.
Un capitolo giudiziario che si chiude
Il percorso che ha portato a questa nuova immagine pubblicata sui social è stato, com’è noto, tutt’altro che lineare. La chiusura del procedimento, tecnicamente avvenuta con il proscioglimento dopo il ritiro delle querele da parte delle parti offese, ha di fatto archiviato una vicenda che per mesi ha occupato le cronache non solo di moda, ma anche giudiziarie. Senza entrare nel merito delle precedenti accuse, ormai superate, il fatto che l’episodio sia giunto a compimento in sede penale ha permesso all’imprenditrice di voltare pagina. La magistratura milanese, dopo un’istruttoria approfondita, ha disposto la cessazione del caso, un passaggio necessario che ha creato le condizioni per questo nuovo inizio professionale.
Il valore strategico di un ritorno alle origini
La scelta di riallacciare i rapporti con Guess, brand con cui aveva già collaborato nel lontano 2013, non sembra affatto casuale. Si tratta, piuttosto, di un’operazione che punta a ricucire il filo di una narrazione interrotto, riagganciandosi a un’epoca percepita come più autentica e prima delle successive controversie. Il messaggio trasmesso è quello di una ripartenza che passa attraverso la riconquista di spazi familiari, in un settore, quello della moda, che resta il suo terreno d’elezione. Quel “ricomincio dal denim” che traspare dagli scatti è, in fondo, una dichiarazione di intenti: tornare a occupare il proprio posto, con un’estetica riconoscibile e un appeal globale, dopo un periodo di inevitabile ritiro dalle scene.
Le reazioni e il contesto di un mercato in evoluzione
La notizia della campagna, com’era prevedibile, ha generato un fiume di commenti di ogni tipo, molti dei quali negativi e legati al retaggio della passata vicenda giudiziaria. Questo clima di opinione divisa rappresenta ormai una costante nella dimensione pubblica dell’influencer, la quale si muove in un ecosistema digitale dove ogni azione viene scrutata e valutata. Tuttavia, la decisione di un marchio consolidato come Guess di puntare nuovamente su di lei indica una valutazione commerciale precisa, che trascende il rumore momentaneo dei social network. Il brand, co-fondato da Paul Marciano, scommette sul fatto che il capitale di influenza e riconoscibilità di Ferragni, unito alla chiusura del capitolo giudiziario, possa ancora tradursi in un ritorno d’immagine positivo e in concrete ricadute sul mercato.




