Rivelazioni sull'oppositore russo Alexei Navalny: morte naturale, non assassinio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alexei Navalny, noto oppositore di Vladimir Putin, è morto nella colonia penale in Siberia dove era detenuto da diversi mesi. Contrariamente alle voci diffuse, non sarebbe stato ucciso da un sicario inviato dal Cremlino, ma la causa della sua morte sarebbe stata un coagulo di sangue, una trombosi, come riferito dalla versione ufficiale delle autorità russe.

Le dichiarazioni dell'intelligence ucraina

A sorpresa, a sostenere questa tesi è Kirilo Budanov, il capo dell'intelligence del Ministero della Difesa ucraina. Budanov ha dichiarato ai giornalisti: “Spiace deludervi, ma per quanto ne sappiamo, Navalny è effettivamente morto a causa di un coagulo di sangue.” Questa dichiarazione ha suscitato stupore, considerando che i media occidentali, americani, inglesi e italiani sembrano ignorarla, nonostante sia disponibile da giorni in un video, in ucraino, ma tradotto in inglese.

La posizione dei servizi di intelligence occidentali

Nonostante l'intelligence ucraina possa essere meglio informata di quella inglese, tedesca o americana, nessun servizio di intelligence occidentale ha affermato che Navalny sia stato avvelenato o ucciso in qualche modo. Questo punto di vista è condiviso anche da Paolo Alli, presidente di Alternativa Popolare, che ha dichiarato: "Navalny non assassinato ma deceduto per morte naturale? Non cambia nulla nella sostanza, in Siberia non ci doveva stare, questo è il punto“.

Le implicazioni geopolitiche

Alli ha inoltre sottolineato l'importanza dell'alleanza tra Russia e Cina nel contesto geopolitico attuale, affermando: “La Russia si tiene ancora in piedi grazie all’alleanza con la Cina e se non fosse stato per Trump…”. Queste notizie potrebbero cambiare un po’ le cose, ma non più di tanto, almeno secondo Alli, che conosce molto bene le dinamiche interne all’Europa e anche alla Nato, essendo stato per diversi anni il Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato in rappresentanza dell’Italia.

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