Francesco Mazzoleni travolto e ucciso mentre si allenava in provincia di Bergamo, il dolore della squadra e le parole di Pella sulla sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di una domenica qualunque, che per i ragazzi della sua età avrebbe dovuto essere scandito dai ritmi lievi del tempo libero o, nel suo caso, dalla fatica pulita di un allenamento in bicicletta, si è trasformato in una tragedia che ha gelato il sangue di chiunque abbia avuto notizia dell'accaduto. Francesco Mazzoleni, diciotto anni da compiere l'8 marzo prossimo, originario di Gromlongo, una frazione di Palazzago, e in forza al Team Goodshop Yoyogurt, squadra ciclistica con base in Piemonte, ha perso la vita nel pomeriggio di oggi dopo essere stato investito da un'automobile mentre percorreva in sella alla sua bicicletta da corsa la strada provinciale 175. I fatti si sono consumati a Barzana, nel Bergamasco, a due passi da quel contesto domestico che per un atleta rappresenta il luogo dell'allenamento quotidiano, quello in cui si accumulano i chilometri di preparazione invernale. L'impatto, la cui dinamica è ancora al vaglio degli agenti della Polizia Stradale di Bergamo intervenuti sul posto insieme ai sanitari di un'auto medica e a un'ambulanza della Croce Blu di Almenno San Salvatore, non ha lasciato scampo al giovane corridore. Francesco, come riportato da alcuni testimoni e dalle prime sommarie ricostruzioni, si sarebbe scontrato con una vettura che viaggiava nel senso opposto di marcia, venendo sbalzato violentemente sull'asfalto con una tale forza da spezzare in due il telaio della sua bicicletta, un dettaglio quest'ultimo che da solo rende l'idea della violenza inaudita dello schianto e che rende, se possibile, ancora più lancinante il dolore per una scomparsa che nulla può giustificare.

Il cordoglio della squadra e il ritratto di un giovane atleta

A diffondere la notizia, contribuendo a creare un'onda di commozione che ha subito travalicato i confini provinciali e regionali, è stato il team per cui Mazzoleni correva, il Goodshop Yoyogurt, attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social. Un comunicato stringato ma di una densità emotiva impressionante, nel quale la società, con sede a Torino, ha voluto salutare il suo giovane atleta definito un "Orange", dal colore sociale della maglia. Nel testo si legge di una domenica diventata improvvisamente tristissima, della consapevolezza che Francesco ci lascia troppo presto, investito mentre faceva ciò che più amava, pedalando sulle strade di casa. La squadra, in un silenzio raccolto e doloroso, si è stretta idealmente attorno alla famiglia del ragazzo, promettendo di portare per sempre con sé il ricordo del suo sorriso e di quella grinta che, come scrivono i dirigenti e i compagni, lo spingeva a inseguire il suo sogno. Francesco, che si affacciava alla categoria Under 23 dopo aver militato tra gli juniores nella Travel Service e, prima ancora, da ragazzino nell'Almenno e nell'UC Osio Sotto, era un giovane che alternava la passione per le due ruote agli studi, frequentando il Liceo Scientifico Scienze Applicate Maironi di Ponte di Presezzo, e proprio in questi giorni, a pochi giorni dal suo compleanno, stava vivendo con l'entusiasmo tipico dei diciottenni l'avventura in una nuova squadra, desideroso di fare esperienza e di mettersi in gioco per ripagare i sacrifici fatti insieme alla sua famiglia.

L'intervento del presidente della Lega Ciclismo e il nodo irrisolto della sicurezza

All'indomani dell'incidente, che rappresenta purtroppo l'ennesima pagina nera nella cronaca di un rapporto spesso mortale tra le due ruote e i mezzi a motore, non è tardata ad arrivare la reazione del mondo istituzionale del ciclismo, chiamato ancora una volta a confrontarsi con una tragedia annunciata. Roberto Pella, presidente della Lega Ciclismo Professionistico, ha voluto esprimere il proprio cordoglio e quello di tutta la Lega, porgendo le condoglianze e un messaggio di vicinanza e affetto alla famiglia di Francesco, ai suoi cari, ai suoi amici e all'intero team Goodshop Yoyogurt. Pella, in una dichiarazione raccolta dalle agenzie di stampa, ha parlato di stato di emergenza, una definizione forte che non lascia spazio a fraintendimenti e che fotografa con lucidità una situazione che si trascina ormai da anni senza che si riescano a trovare soluzioni efficaci e durature. Il presidente ha tenuto a sottolineare come la Lega Ciclismo, con il contributo attivo e l'esperienza sul campo di tanti campioni, da luglio scorso stia lavorando intensamente affinché si intervenga con modifiche sostanziali e incisive al Codice della strada, con l'obiettivo primario di garantire maggiori tutele a quelli che vengono definiti gli utenti più deboli, ovvero i ciclisti, sia durante le gare sia, e forse soprattutto, durante le sedute di allenamento quotidiane che si svolgono su strade aperte al traffico veicolare.

La dinamica del sinistro e i soccorsi inutili

Sul luogo dell'impatto, avvenuto intorno alle 14:30, i soccorsi sono stati immediati, con l'arrivo tempestivo di un'automedica e di un'ambulanza della Croce Blu, ma per Francesco, nonostante i disperati tentativi del personale sanitario di rianimarlo, non c'è stato purtroppo nulla da fare. Le ferite riportate nell'urto con la vettura e nella successiva rovinosa caduta sull'asfalto si sono rivelate troppo gravi e il suo cuore ha smesso di battere prima ancora che potesse essere trasportato in ospedale. La polizia stradale, coadiuvata dai carabinieri della Compagnia di Zogno e dalla polizia locale, ha effettuato i rilievi del caso per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro, un lavoro minuzioso che dovrà chiarire le eventuali responsabilità e le circostanze precise in cui è avvenuto lo scontro. Quella provinciale 175, un'arteria che taglia la campagna bergamasca e che Mazzoleni conosceva palmo a palmo per averla percorsa innumerevoli volte, è diventata così il teatro di un dramma che lascia nello sconforto un'intera comunità sportiva e non solo, come testimonia la decisione del sindaco di Barzana, Bolognini, di annullare la serata di festa della locale sezione della Lega, un gesto di rispetto e lutto per un ragazzo che quella strada l'ha percorsa per l'ultima volta in un giorno che avrebbe dovuto essere di festa e di sport.

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