Borse europee in bilico, spread Btp-Bund in rialzo. Petrolio e gas corrono sui timori Usa-Iran

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali Borse europee viaggiano in territorio di incertezza, appesantite da un avvio negativo di Wall Street e da un quadro globale che non offre particolari segnali di distensione.

Milano, in particolare, si mantiene sostanzialmente sulla parità, mentre gli occhi degli operatori sono puntati sui dossier caldi del momento: da un lato le rinnovate frizioni tra Stati Uniti e Iran, che alimentano la corsa del petrolio e del gas; dall’altro l’attesa per la riunione odierna della Federal Reserve, dalla quale potrebbero giungere indicazioni cruciali sul destino dei tassi d’interesse oltreoceano.

Petrolio e gas in rally, spread Btp-Bund oltre 82 punti

Il mercato energetico sta vivendo una fase di forte tensione, con i prezzi del greggio e del gas naturale che accelerano al rialzo sulla scia delle preoccupazioni per un possibile inasprimento del conflitto in Medioriente. Questa dinamica, combinata con l’incertezza che precede il verdetto della banca centrale americana, sta riversando i suoi effetti anche sul comparto obbligazionario europeo. Il rendimento del Btp decennale si è spinto fino al 3,98%, dal 3,917% della chiusura precedente, portandosi a un soffio dalla soglia psicologica del 4%.

Parallelamente, il Bund tedesco ha toccato il 3,14%, mentre lo spread tra i due titoli si è allargato oltre gli 82 punti base, un livello che riaccende l’attenzione sul rischio-paese e sulla sostenibilità del debito pubblico italiano.

Fed e tensioni geopolitiche al centro delle strategie degli investitori

Secondo gli analisti di Unicredit, occorre distinguere con attenzione tra i movimenti ciclici di breve periodo e i possibili cambiamenti strutturali di lungo termine quando si interpreta l’andamento dei rendimenti obbligazionari. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero intensificarsi ulteriormente, esercitando una pressione crescente sui prezzi dell’energia, un nuovo rialzo dei rendimenti non sarebbe affatto sorprendente.

In questo scenario, la riunione della Fed assume un rilievo particolare, perché gli investitori attendono di capire se il presidente Jerome Powell e i suoi colleghi lasceranno intendere una pausa nel ciclo di tagli dei tassi o, al contrario, confermeranno una linea più accomodante nonostante le persistenti pressioni inflazionistiche.

Rendimenti in rialzo su tutta la curva europea

Il movimento al rialzo coinvolge l’intera curva dei rendimenti dei principali paesi dell’area euro. Il rendimento del Btp si attesta attualmente al 3,96%, mentre il Bund viaggia verso il 3,14% e l’Oat francese si colloca al 3,93%. Anche i Bonos spagnoli hanno registrato un incremento, portandosi al 3,6%, in un contesto in cui gli investitori stanno riducendo progressivamente l’esposizione al debito sovrano in attesa di maggiori chiarezze.

La combinazione tra il costo del denaro che potrebbe rimanere elevato più a lungo del previsto e il rischio di un’impennata dell’inflazione importata via energia rende il quadro particolarmente complesso per i gestori di portafoglio, chiamati a ricalibrare le proprie posizioni tra asset considerati sicuri e quelli più esposti alla volatilità.

Sullo sfondo di queste dinamiche, il differenziale tra i rendimenti italiani e quelli tedeschi continua a rappresentare un termometro sensibile del sentiment verso il nostro paese, con lo spread che ha superato la soglia degli 82 punti base. Gli operatori restano in attesa degli esiti della Fed, ma intanto la tensione sui mercati obbligazionari non accenna a placarsi, alimentata da un incrocio di fattori che tengono banco sia sul fronte macroeconomico sia su quello geopolitico.

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