La scomunica di Trump e l’abbraccio dei chip: Anthropic vola a 30 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non sempre l’ostracismo istituzionale produce gli effetti sperati da chi lo decreta, anzi, talvolta si trasforma in un acceleratore di capitalismo selvaggio capace di proiettare un’azienda in una dimensione finanziaria inesplorata. Anthropic, la società di intelligenza artificiale con sede a San Francisco nota per la famiglia di modelli Claude, ha appena comunicato un dato che farebbe impallidire qualsiasi gigante della Silicon Valley: nel primo trimestre del 2026 il suo run-rate di ricavi, ovvero la proiezione annuale basata sugli ultimi tre mesi, ha superato i 30 miliardi di dollari. Per capire la portata del balzo, basti pensare che alla fine del 2025 questa stessa proiezione si attestava intorno ai 9 miliardi: una triplicazione in pochi mesi che trova pochi precedenti nella storia recente delle startup tecnologiche, se si escludono forse le fasi paraboliche dei grandi nomi del cloud. E c’è un paradosso storico che aleggia su questi numeri, perché tutto questo accade dopo che l’amministrazione Trump – che ormai guida gli Stati Uniti da oltre un anno – ha provato a mettere i bastoni tra le ruote ad Anthropic, arrivando a decretarne una sorta di “scomunica” dal Pentagono.

L’effetto Enrico VIII e la corsa all’infrastruttura digitale

Proprio come il rifiuto di Clemente VII di annullare il matrimonio di Enrico VIII spinse il monarca inglese a creare una chiesa nazionale, diventata poi pilastro dell’impero britannico, così la rottura con la Casa Bianca sembra aver liberato Anthropic da qualsiasi vincolo prudenziale, spingendola verso un’integrazione verticale aggressiva con i veri signori dell’hardware. L’azienda fondata da Dario Amodei non si è limitata a piangere sul latte versato dopo la disputa con il Dipartimento della Difesa, che ha sollevato obiezioni sulla catena di approvvigionamento legate all’uso etico dei modelli in ambito militare; al contrario, ha stretto una serie di accordi strategici di lungo periodo con due giganti come Google e Broadcom. E non si tratta di semplici forniture spot, bensì di un’alleanza che ridisegna gli equilibri del settore: Broadcom progetterà e fornirà le prossime generazioni di Tensor Processing Units (TPU) per l’infrastruttura AI di Google fino al 2031, mentre Anthropic avrà accesso a una mole impressionante di potenza di calcolo pari a 3,5 gigawatt, basata proprio su quei chip, operativa a partire dal 2027. Per dare un termine di paragone, una capacità del genere è paragonabile al fabbisogno energetico di una città di medie dimensioni o di un piccolo impianto industriale.

Clienti raddoppiati e chip alternativi a Nvidia

La domanda enterprise sta trainando questa escalation, e i numeri diffusi dall’azienda parlano di una base clienti che non conosce flessioni. Il numero di imprese con una spesa annuale superiore al milione di dollari è più che raddoppiato in meno di due mesi, passando da cinquecento a oltre mille, un’accelerazione che testimonia come i modelli Claude stiano trovando applicazioni concrete nei processi operativi di realtà medio-grandi. Le azioni di Broadcom hanno immediatamente beneficiato dell’annuncio, volando in borsa a fronte di prospettive decisamente migliorate nel segmento delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Non è un dettaglio secondario, poi, che i chip in questione – le TPU progettate da Google e realizzate con il contributo di Broadcom – rappresentino l’alternativa più credibile alle ormai celeberrime GPU di Nvidia, finora dominatrici incontrastate del mercato dei data center. Anthropic ha scelto di non mettere tutte le uova nello stesso paniere, adottando un approccio multi-piattaforma che include anche AWS Trainium e le stesse soluzioni Nvidia, ma il cuore pulsante della nuova espansione sarà rappresentato da queste TPU di prossima generazione.

L’investimento da 50 miliardi e la resilienza del modello

La maggior parte di questa nuova infrastruttura sarà localizzata negli Stati Uniti, in continuità con un impegno più ampio annunciato già nel novembre del 2025: un piano da 50 miliardi di dollari volto a rafforzare l’infrastruttura digitale nazionale, una cifra che da sola basterebbe a finanziare progetti spaziali o reti ferroviarie ad alta velocità. Il contrasto con il clima di tensione istituzionale è lampante, eppure Anthropic prosegue per la sua strada senza mostrare segni di cedimento. La battaglia con il Pentagono, piuttosto che frenare gli investimenti, ha paradossalmente costretto l’azienda a diversificare le sue fonti di potenza computazionale, rendendola meno dipendente dai contratti pubblici e più solida nelle alleanze private. Claude, il loro modello di frontiera, è tra i pochi disponibili su tutte e tre le principali piattaforme cloud globali – AWS Bedrock, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Azure Foundry – un posizionamento che garantisce una resilienza operativa fuori dal comune. E mentre Broadcom guarda a un futuro di ricavi da chip AI che potrebbero superare i cento miliardi di dollari, Anthropic si prepara a incassare il triplo di quanto fatturato appena un anno fa, dimostrando che a volte, nella guerra tecnologica, la migliore vendetta è vivere (e crescere) bene.

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