Decreto carburanti, il governo proroga il taglio delle accise ma dimezza lo sconto sul diesel

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La lunga scia di incertezza legata ai prezzi dei carburanti, che da mesi tiene banco nelle cronache economiche e tra le ansie degli automobilisti, ha trovato una tregua solo parziale nell’ultimo gioco di squadra orchestrato a palazzo Chigi. Il governo, che è riuscito a disinnescare sul nascere la minaccia di protesta degli autotrasportatori – i quali avevano minacciato il fermo dei mezzi per cinque giorni, dal 25 al 29 maggio – ha varato un nuovo decreto legge che proroga ufficialmente il taglio delle accise, ma con una modifica sostanziale che non è passata inosservata: lo sconto sul gasolio è stato dimezzato, passando da 20 a 10 centesimi al litro. Una mossa che, di fatto, segna uno stop netto all’omogeneità dei vecchi interventi e che rischia di pesare non poco sul pieno dei veicoli diesel, i più diffusi nel parco auto italiano.

L’intesa con i tir e i numeri del nuovo decreto

Prima che il Consiglio dei ministri si riunisse, a palazzo Chigi si è consumato un vertice decisivo con le associazioni dell’autotrasporto; un incontro, quest’ultimo, che è servito a scongiurare la paralisi delle merci su gomma. Il decreto approvato, il quarto in due mesi per far fronte al caro energia, stanzia complessivamente 200 milioni di euro aggiuntivi per la categoria, che vanno a sommarsi ad altre risorse già preventivate, portando il totale del sostegno al comparto a circa 300 milioni di euro attraverso un meccanismo di crediti d’imposta. Parallelamente, per quanto riguarda i rifornimenti alla pompa, la finestra temporale degli sconti è stata allungata fino al prossimo 6 giugno. Tuttavia, non si tratta più di uno sconto generalizzato: se la benzina mantiene un taglio di circa 5 centesimi al litro, il gasolio subisce una riduzione drastica dell’agevolazione. Le nuove aliquote riviste riguardano, va detto, anche il GPL, il gas naturale per autotrazione, il biodiesel e i carburanti HVO, sebbene l’attenzione principale resti focalizzata sulla divergenza di trattamento tra le due fonti principali.

La strada asimmetrica: perché il diesel sale (relativamente)

Con questa decisione, il meccanismo di sostegno si fa asimmetrico: da un lato si cerca di calmierare la spesa delle famiglie, dall’altro si cerca di non gravare eccessivamente sulle casse dello Stato pur mantenendo fede all’impegno preso con i sindacati del trasporto merci. Per il settore dell’autotrasporto, in particolare, è stata prorogata fino a giugno 2026 – quindi con un orizzonte ben più lungo rispetto al semplice decreto contingente – la misura del credito d’imposta destinata a compensare il caro carburanti sostenuto tra marzo e giugno. Inoltre, vengono confermati sostegni mirati anche per gli agricoltori e per il trasporto pubblico locale, a dimostrazione di come la filiera energetica sia un capitolo di spesa trasversale all’intera economia nazionale. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sostanzialmente preso atto dei margini strettissimi di manovra. «Viviamo alla giornata», pare essere stata la sintesi informale emersa dai palazzi del potere, mentre la versione più diplomatica ha parlato di una fase caratterizzata da estrema incertezza, in cui è meglio intervenire con misure adattabili per natura, durata e intensità.

La sfida europea e il peso delle accise dimezzate

La premier, in questa circostanza, ha di fatto lanciato una sfida implicita all’Unione europea, ribadendo che la questione energetica resta una priorità assoluta nonostante i rigidi parametri di bilancio comunitario; una posizione, quella di Meloni, che mira a tenere insieme il rigore fiscale richiesto da Bruxelles e la necessità di tamponare un’emergenza sociale che rischia di esplodere proprio con l’avvio della stagione estiva. I riflessi pratici di questo provvedimento, va ricordato, si vedranno soprattutto nel cartello dei prezzi esposto lungo la rete stradale: l’aumento del costo del diesel rispetto alla benzina diventerà più evidente, invertendo una tendenza storica che vedeva il primo come carburante “povero”. Gli autotrasportatori, pur avendo sospeso la protesta, hanno ottenuto un trattamento di favore specifico, mentre l’automobilista privato che si avvicina alla pompa di verde dovrà semplicemente abituarsi a una nuova aritmetica degli sconti, dove il taglio non è più uguale per tutti e la variabile temporale – fino al 6 giugno – incombe come una spada di Damocle sull’orizzonte estivo.

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