Bologna torna ai 30 all’ora, Lepore supera il Tar con 22 ordinanze
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Redazione Interno
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Bologna viaggia di nuovo, o meglio, sarebbe costretta a farlo, a passo d’uomo su settanta strade su cento. La “Città 30”, il piano che il sindaco Matteo Lepore aveva visto prima bloccato dal ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini e poi annullato da una sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna lo scorso 20 gennaio, è tornata in vigore dall’inizio della settimana. Una riammissione in servizio che non nasce da un ripensamento dei giudici amministrativi, bensì da una rielaborazione tecnico-giuridica dell’amministrazione: ventidue nuove ordinanze comunali, una per ogni zona omogenea della città, hanno ripristinato il limite dei 30 chilometri orari su 258 chilometri di asfalto, pari a quel 70% della rete stradale urbana che già era stato oggetto della precedente, e contestata, versione del provvedimento.
La pioggia frena i telelaser, ma le multe ci sono già state
Il secondo atto della “Città 30” si è aperto sotto un diluvio che, quasi beffardamente, ha ridimensionato i controlli annunciati a gran voce dalla giunta. La scrosciante pioggia, quella stessa che trasforma il manto stradale in una trappola per frenate brusche, ha impedito ai vigili urbani di posizionarsi con il telelaser lungo le vie Azzurra e Bombicci – due degli assi monitorati già dal primo giorno, quando sei automobilisti furono sanzionati. Senza pattuglie in assetto da rilevamento, senza quel dispositivo capace di inchiodare chi osa superare di un soffio il limite, il secondo giorno di sperimentazione è passato quasi in sordina. Ma non certo per mancanza di volontà politica: Lepore ha già fatto sapere che gli agenti torneranno a presidiare le strade non appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno, e intanto le 22 ordinanze – frutto di un’istruttoria che ha “schedato” ogni singolo tratto – restano pienamente efficaci.
Artigiani e commercianti: “Mai coinvolti, così si rischia la pericolosità”
Non tutti, però, si allineano al ritmo lento imposto dalle Due Torri. Il mondo della piccola impresa, che pure di logistica e tempi di percorrenza vive, ha scelto parole nette. Claudio Pazzaglia, direttore della Cna bolognese, sottolinea come «finora nessuno ci abbia coinvolto», auspicando che l’amministrazione decida finalmente di aprire un tavolo: «Servono soluzioni alternative per alcune direttrici dove il limite – aggiunge – può essere addirittura pericoloso». Un’affermazione che rovescia il paradigma della sicurezza: andare piano, in certi contesti urbani e secondo chi li percorre per lavoro, potrebbe generare l’effetto opposto a quello desiderato. Dello stesso avviso Confesercenti, che definisce la scelta «più ideologica che partecipativa». Nessuna menzione, nelle loro dichiarazioni, della querelle giudiziaria ormai archiviata; l’attenzione è tutta concentrata su come si possa conciliare la rigidità del limite unico con le esigenze di chi di quelle strade ha fatto una ragione di sostentamento.
L’istruttoria che ha sconfitto il Tar: strade schedate, zone 30 diffuse
L’aspetto tecnicamente più rilevante, quello che ha permesso a Lepore di “superare” il pronunciamento sfavorevole del Tar, risiede nella meticolosità della nuova istruttoria. Le 22 ordinanze non sono state cucite addosso a un’ideologia, ma a un censimento puntuale: ogni strada rientrata nel piano è stata oggetto di una schedatura che ne valuta larghezza, incidentalità storica, presenza di scuole o servizi, flussi pedonali. I 258 chilometri già soggetti al vecchio provvedimento sono stati riconfermati uno per uno, mentre le Zone 30 preesistenti – quelle nate prima della battaglia legale – sono rimaste intatte. In pratica, l’amministrazione ha trasformato la sconfitta giudiziaria (l’annullamento del gennaio scorso) in un’occasione per blindare il provvedimento: più dati, più perimetrazioni, meno margini per i ricorsi. Che il Tar possa nuovamente essere chiamato in causa è un’eventualità che nessuno esclude, ma per ora le strade bolognesi – o almeno il 70% di esse – tornano a essere presidiate da un cartello rosso e bianco: limite 30, nessuna eccezione.




