Crolla in Cina il ponte Hongqi, inaugurato da due mesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le immagini, che hanno rapidamente solcato le reti digitali, mostrano una sequenza di eventi tanto rapida quanto inesorabile. Da un lato, il fianco della montagna inizia a deformarsi, mentre l'asfalto, che fino a poco prima appariva integro, si solca di crepe profonde; dopodiché, come in un domino tragico, l'intera struttura perde il suo equilibrio e si sbriciola nel vuoto. È il crollo parziale del ponte Hongqi, un'infrastruttura autostradale lunga 758 metri che, nel sud-ovest della Cina, si ergeva maestosa a oltre seicento metri di altezza sopra una gola, progettata per accorciare le distanze verso l'altopiano tibetano.

La dinamica tecnica del cedimento

La ricostruzione, suffragata dai video che documentano l'accaduto, indica come il collasso sia stato innescato da un movimento franoso sul versante adiacente all'opera. Quel cedimento del terreno, che qualcuno aveva forse già intuito dalle prime avvisaglie, ha determinato un effetto a catena, privando di sostegno le pile portanti e causando, di conseguenza, la perdita di appoggio e il successivo crollo a cascata di una consistente porzione dell'impalcato. Una dinamica che, sebbene fulminea nell'epilogo, sembra aver avuto dei precursori, tanto che le autorità avevano già provveduto a interdire il transito sull'infrastruttura.

Un'opera strategica e la sua breve vita

Realizzato dal Sichuan Road Bridge Group e finanziato pubblicamente, il ponte rappresentava un tassello significativo nel sistema di collegamenti nazionali, un'opera dalla valenza non solo ingegneristica ma anche strategica. La sua inaugurazione, avvenuta nel settembre del 2025, era stata celebrata come un traguardo dopo anni di lavoro, un simbolo di progresso che prometteva di unire con maggiore efficienza regioni complesse dal punto di vista orografico. La sua vita operativa, tuttavia, è stata drammaticamente breve, conclusasi in un novembre dello stesso anno con un boato di acciaio e cemento che si è perso nella gola sottostante.

La prevenzione che ha evitato una strage

Proprio la decisione di chiudere la struttura al traffico, presa in seguito alle segnalazioni di anomalie sui pendii e sulla carreggiata, si è rivelata provvidenziale. È questo, senza dubbio, l'elemento che ha trasformato un disastro infrastrutturale di notevole entità in un incidente senza vittime, scongiurando quella che, in circostanze diverse, avrebbe potuto facilmente configurarsi come una tragedia di massa. Le indagini, che ora si concentrano sulle cause del movimento franoso e sulla risposta della struttura, procedono senza sosta per delucidare le precise responsabilità tecniche.

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