Messi saluta l'Argentina al Monumental contro il Benin
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Redazione Salute
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L'ultima notte di Lionel Messi con la maglia dell'Argentina si consuma nella cornice del Monumental di Buenos Aires, dove l'Albiceleste affronta il Benin in un'amichevole che ha il sapore di un congedo annunciato da tempo. Il fischio d'inizio è fissato per l'una ora italiana, nella notte tra martedì e mercoledì, e la partita sarà trasmessa in diretta ed esclusiva da Sky Sport, oltre che in streaming su NOW e Sky Go.
Non si tratta di una gara come le altre, perché il calcio argentino si prepara a voltare pagina dopo oltre due decenni in cui il numero dieci ha incarnato ogni speranza e ogni delusione di un Paese intero. I biglietti per assistere all'evento sono andati esauriti in meno di due ore, a riprova di quanto la figura del capitano sia diventata centrale nell'immaginario collettivo.
Un avversario modesto per una passerella annunciata
Il Benin, formazione africana che occupa la novantatreesima posizione nel ranking Fifa, rappresenta un avversario di rango modesto, scelto in extremis dopo che la conferma della partecipazione di Messi è arrivata solo in un secondo momento. La nazionale guidata dal tecnico tedesco Gernot Rohr non è certo il tipo di sfidante che si addice a una serata di gala, ma la circostanza non sembra preoccupare più di tanto la federazione argentina, che ha organizzato l'evento con l'obiettivo dichiarato di rendere omaggio al suo giocatore più rappresentativo.
Le amichevoli precedenti contro Bolivia e Burkina Faso, entrambe terminate con vittorie larghe, avevano già delineato il profilo di un ciclo di partite costruito più per accompagnare il commiato che per testare la squadra in vista di impegni competitivi.
Zanetti: da Maradona a Messi, l'essenza del calcio argentino
Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter e compagno di Messi in nazionale per trentasette partite, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport le sue impressioni su un campione che ha visto crescere fin dai primi allenamenti. «Mi ricordo che parlava poco, era ancora giovanissimo, però è sempre stato fenomenale», ha dichiarato il dirigente argentino, rievocando anche un episodio di solidarietà a Rosario, nello stadio del Newell's Old Boys, dove quarantamila persone si erano radunate per vedere il giovane Leo.
Zanetti ha poi respinto con fermezza l'idea di una contesa tra Messi e Diego Armando Maradona: «Basta paragoni con Diego: loro due sono l'essenza stessa del calcio, ringraziamo solo che siano nati entrambi in Argentina». Sul ruolo futuro di Lautaro Martinez, il vicepresidente nerazzurro non ha dubbi: è già un leader della nazionale, un punto di riferimento per i compagni, non soltanto nell'Inter.
Numeri e contesto di un addio atteso
La carriera di Messi con la maglia dell'Argentina si chiude con un bilancio di duecentootto presenze e centoventicinque reti, numeri che nessun altro ha raggiunto con la Selección. Il suo debutto risale al 2005 contro l'Ungheria, lo stesso avversario che aveva segnato l'esordio di Maradona, e da allora il percorso è stato lungo e accidentato, punteggiato da finali perse e da critiche feroci prima dell'apoteosi del Mondiale 2022.
La decisione di lasciare la nazionale è maturata dopo la finale mondiale persa contro la Spagna e in un periodo segnato dalla scomparsa del padre Jorge, circostanze che hanno spinto il giocatore a comunicare il ritiro con un messaggio affidato ai social. La federazione argentina attraversa intanto un momento complicato, con il presidente Chiqui Tapia sotto processo per evasione fiscale e il contratto del commissario tecnico Lionel Scaloni in scadenza a fine anno, elementi che fanno da sfondo a una serata che l'Argentina vuole comunque celebrare come un momento di unità nazionale.
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