Messi chiude la sua storia in Argentina: gol su rigore e due assist nell'ultima notte al Monumental

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lionel Messi ha giocato la sua ultima partita con la maglia dell'Argentina, martedì notte allo stadio Monumental di Buenos Aires, in un'amichevole contro il Benin che si è chiusa sul 3-0. Il capitano dell'Albiceleste, che aveva annunciato il ritiro internazionale lo scorso agosto dopo la sconfitta in finale al Mondiale contro la Spagna, ha salutato il pubblico con una prestazione da protagonista: un gol su rigore e due assist.

La partita e i protagonisti in campo

Lionel Scaloni aveva scelto Messi dal primo minuto, affiancandogli Lautaro Martinez e Julian Alvarez nel reparto offensivo. I tre giocatori della Roma Balerdi, Soulé e Castro sono rimasti in panchina, pronti a subentrare in un momento storico per il calcio mondiale. Il primo tempo si è chiuso a reti inviolate, con l'Argentina che ha faticato a trovare la via del gol nonostante le occasioni create proprio dal numero 10, fermato in tre circostanze dalla difesa avversaria.

Nella ripresa, la resistenza del Benin è caduta: Nicolas Otamendi, alla sua 140esima e ultima presenza con la nazionale, ha aperto le marcature su assist dello stesso Messi, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Pochi minuti più tardi, Nico Paz — il giovane playmaker del Como indicato da molti come possibile erede della maglia numero 10 — ha raddoppiato con un tiro a giro dal limite dell'area, ancora una volta servito dal capitano.

Il sigillo finale è arrivato al 70esimo minuto, quando lo stesso Messi ha trasformato un calcio di rigore, conquistato dopo un fallo su Agustin Giay, realizzando così la sua 126esima rete in nazionale.

Una notte di celebrazione e memoria

Lo stadio Monumental, che può ospitare circa 85.000 spettatori, si è trasformato in un santuario dedicato al suo eroe. I tifosi hanno riempito gli spalti con cori e applausi, mentre prima del calcio d'inizio è stata dispiegata sul campo una maglia gigante con il numero 10 e la parola "Gracias" al posto del nome.

Al decimo minuto, un applauso collettivo ha interrotto la partita per omaggiare il giocatore, accompagnato da giochi pirotecnici, e persino i giocatori del Benin si sono uniti alla celebrazione, abbracciando Messi e stringendogli la mano.

Poco prima del fischio d'inizio, l'Università di Buenos Aires ha conferito a Messi un dottorato honoris causa nel corso di una cerimonia tenutasi presso la sede della Federazione argentina. "Poter dire di essere dottore honoris causa!", ha scherzato il campione, che in passato aveva più volte manifestato il rammarico di non aver potuto studiare a lungo. Sugli spalti erano presenti la moglie Antonela e la madre Celia, mentre durante l'esecuzione dell'inno nazionale il tecnico Scaloni non ha trattenuto le lacrime vedendo Messi circondato dai figli Thiago, Mateo e Ciro.

Il tributo della città e le parole dell'addio

La risposta dei tifosi è stata straordinaria fin dai giorni precedenti la partita: i biglietti erano andati esauriti in meno di due ore dal momento dell'apertura delle vendite sul portale ufficiale Deportick.

Per coloro che non sono riusciti a entrare allo stadio, la Federazione argentina ha organizzato una "Fan Fest Gracias Leo" nella Ciudad Universitaria, a due passi dal Monumental, con maxischermo, eventi musicali, stand gastronomici e una postazione per tirare i rigori contro Sergio Goycochea, l'ex portiere argentino passato alla storia per le sue parate ai Mondiali del 1990.

Al termine della partita, visibilmente commosso, Messi ha rivolto un ultimo saluto ai tifosi: "È difficile dire qualcosa oggi, ho tante emozioni dentro. Penso a mio papà… Tutto quello che posso fare è esprimere la mia gratitudine. Sono orgoglioso di aver indossato questa maglia per oltre 20 anni". Il capitano ha poi aggiunto: "Questo gruppo mi ha fatto vincere tutto, è stato un orgoglio enorme dividere il campo con voi, avevo accanto dei guerrieri".

Il brazalete di capitano passerà ora a Cristian Romero, mentre Scaloni ha chiarito che la maglia numero 10 non verrà assegnata a nessuno fino a quando non sarà il momento giusto: "Dopo il partito di Leo, vedremo".

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