Alice Ferrari, la tragedia della piscina di Sestri Levante: otto minuti sott'acqua prima dei soccorsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica della morte della piccola Alice Ferrari, l'undicenne rimasta intrappolata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piscina a Sestri Levante, si è arricchita di un dettaglio temporale agghiacciante emerso dalle indagini della procura di Genova.

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, che si sono avvalsi delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza dello stabilimento balneare, la bambina sarebbe rimasta immersa e priva di conoscenza per otto minuti prima che un altro bambino, trovandosi nei pressi della vasca, notasse la sua sagoma inerte e lanciasse l'allarme.

Quel lasso di tempo, interminabile e fatale, è stato misurato con precisione dai tecnici che hanno analizzato frame dopo frame i video sequestrati, i quali riprendono la scena da una prospettiva distante ma sufficientemente chiara per stabilire la sequenza degli eventi, dall'incidente al primo tentativo di soccorso.

La ricostruzione della procura e i video della sorveglianza

Le indagini, coordinate dalla procura di Genova, si stanno concentrando sulla tempistica e sulle modalità dell'incidente per accertare eventuali responsabilità nella gestione della sicurezza dell'impianto. Le immagini di sorveglianza, attualmente sotto sequestro, hanno permesso di stabilire che Alice, dopo essersi avvicinata al punto di aspirazione, è stata bloccata dalla forza della pompa che ha trattenuto i suoi capelli, impedendole di riemergere.

Il lungo intervallo intercorso tra il momento dell'incidente e la scoperta da parte del bambino che ha dato l'allarme rappresenta un elemento cruciale per i magistrati, i quali stanno verificando la presenza e l'efficacia dei sistemi di sicurezza, nonché la tempestività degli interventi da parte del personale dello stabilimento.

La procura ha già disposto il sequestro della pompa e degli apparati di filtraggio per sottoporli a perizie tecniche, al fine di stabilire se la potenza di aspirazione fosse conforme alle normative vigenti o se vi fossero anomalie che possano aver aggravato la condizione di rischio.

Il dolore e l'abbraccio della comunità di Suisio

Venerdì 24 luglio, la cittadina di Suisio, in provincia di Bergamo, si è stretta in un abbraccio silenzioso e partecipe attorno alla famiglia di Alice, con una cerimonia funebre che ha visto la partecipazione di oltre mille persone. La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo, gremita in ogni spazio, ha accolto il feretro bianco della bambina, mentre tantissimi altri residenti hanno seguito il rito dall'esterno, sul sagrato e nella piazza antistante, in una manifestazione di vicinanza che ha superato ogni previsione.

Tra i banchi, in prima fila, accanto ai familiari, hanno preso posto il sindaco di Suisio, Edoardo Bertuetti, e il primo cittadino di Sestri Levante, Francesco Solinas, a testimonianza del cordoglio che ha unito idealmente le due comunità colpite da questa tragedia. Il lungo applauso che ha accolto l'ingresso della bara nella chiesa ha rotto il silenzio assoluto della folla, un gesto spontaneo e potente che ha voluto rendere omaggio alla breve e intensa vita della bambina.

Durante la celebrazione, un forte segno di affetto è giunto anche dal mondo dell'equitazione, l'altra grande passione di Alice, con i suoi compagni di squadra e gli atleti presenti che hanno voluto idealmente accompagnarla in questo ultimo saluto.

L'ultimo saluto e la vita piena d'amore

Il contapersone all'interno della chiesa ha segnato la presenza di 808 fedeli, un numero che, sommato a quello delle centinaia di persone rimaste all'esterno, ha superato ampiamente il migliaio, a dimostrazione di quanto la piccola Alice fosse profondamente radicata nel tessuto sociale del suo paese. La cerimonia è stata caratterizzata da un profondo raccoglimento e dalla volontà di ricordare la gioia e l'entusiasmo che la bambina aveva sempre trasmesso a chi la conosceva, lontano dalla crudezza delle circostanze della sua morte.

In un gesto dal forte valore simbolico che ha commosso i presenti, una treccia realizzata con i crini dei suoi cavalli è stata deposta sulla bara, un ultimo, tenero saluto che unisce la sua passione alla memoria indelebile che lascia. La proclamazione del lutto cittadino da parte dell'amministrazione comunale ha sancito il cordoglio ufficiale di un'intera comunità, mentre la famiglia, circondata dall'affetto dei parenti e degli amici, ha potuto trovare in questa straordinaria partecipazione un barlume di conforto in un momento di dolore indicibile.

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