Tensione nel Mar Rosso: gli scenari possibili
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La situazione nel Mar Rosso, nello Stretto del Bab el-Mandeb, rischia di peggiorare prima che possa migliorare. Quest'area è un corridoio strategico per il mondo con le navi mercantili sotto le minacce degli Houthi dello Yemen che a loro modo sono scesi in campo nel conflitto tra Israele e Hamas.
L'intervento dell'Italia
L'Italia ha annunciato l'invio nel Mar Rosso della Fremm (Fregata Europea Multi Missione) 'Virgilio Fasan'. Questo intervento è una risposta alla crescente tensione nella regione e alla necessità di proteggere le rotte commerciali vitali.
Le conseguenze per i porti italiani
La crisi del Mar Rosso potrebbe diventare una crisi del commercio globale, aumentando la preoccupazione nei porti italiani, tra cui Trieste e Genova. I porti italiani temono un rischio su tutti: ritrovarsi isolati. Tra l'aumento delle quote Ets per le emissioni che potrebbe scattare a gennaio danneggiando i terminal del Mediterraneo, la prolungata siccità che sta colpendo il Canale di Panama modificando rotte e viaggi, ma soprattutto la crisi militare scatenata dai ribelli Houthi contro le navi commerciali.
La minaccia degli Houthi
Gli Houthi, che da settimane prendono di mira cargo e petroliere occidentali come rappresaglia verso Israele, hanno avvertito che continueranno a colpire «ogni 12 ore». Anche le navi militari di «ogni Paese» che cercherà di fermarli: una sfida agli Stati Uniti ed ai suoi 9 alleati, inclusa l'Italia, che hanno risposto positivamente all'appello americano all'avvio di un coalizione per proteggere le imbarcazioni civili dal gruppo yemenita filo-iraniano.
La tensione nel Mar Rosso, conseguenza diretta del conflitto a Gaza, rischia di salire ulteriormente. La situazione è in continua evoluzione e richiede un monitoraggio costante.




