Report, la Rai sospende le repliche estive: la dura replica di Sigfrido Ranucci

Report, la Rai sospende le repliche estive: la dura replica di Sigfrido Ranucci
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le repliche estive di Report sono state sospese dalla Rai in attesa di chiarimenti sull'indagine relativa al presunto attentato contro Sigfrido Ranucci. La decisione è stata comunicata con una breve nota della Direzione Approfondimento di Viale Mazzini, che ha spiegato di aver adottato la misura in via cautelativa "a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore". La scelta arriva mentre proseguono gli sviluppi dell'inchiesta che coinvolge il presunto attentato al conduttore della trasmissione e ha immediatamente provocato una dura reazione da parte della redazione del programma e dello stesso giornalista.

La decisione della Rai e gli sviluppi dell'inchiesta

La comunicazione diffusa dalla Rai collega la sospensione delle repliche alla necessità di attendere che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda dell'attentato. Nel frattempo resta confermata la nuova stagione di Report, prevista a partire dal mese di novembre. Sul fronte delle indagini, emerge che Valter Lavitola aveva già un biglietto aereo e sarebbe stato fermato durante una perquisizione mentre usciva dalla propria abitazione con una valigia. La destinazione indicata sarebbe stata l'Africa, forse il Camerun, dove si troverebbe anche Gomes Tavares, indicato come il presunto intermediario dell'attentato contro Sigfrido Ranucci, mentre Lavitola viene indicato come il presunto mandante.

La sospensione delle repliche ha suscitato anche la presa di posizione della Fnsi, che ha definito la decisione "un atto gravissimo". La vicenda si inserisce in un contesto già caratterizzato da forti polemiche, con il caso dell'attentato e le successive ricostruzioni che hanno alimentato il dibattito attorno alla trasmissione di inchiesta e al suo conduttore.

La reazione di Report e le parole di Sigfrido Ranucci

La redazione di Report ha risposto con un comunicato molto critico nei confronti della decisione della Rai, parlando di una "censura senza precedenti". Secondo i giornalisti del programma, l'azienda avrebbe colto l'occasione per interrompere le repliche estive, sostenendo che la scelta rappresenti un danno per il lavoro svolto nel corso degli anni. Nel comunicato viene inoltre espresso il timore che questo provvedimento possa rappresentare un passaggio verso una possibile cancellazione della trasmissione in vista della prossima stagione, nonostante la conferma della ripartenza prevista per novembre.

Anche Sigfrido Ranucci ha espresso pubblicamente il proprio dissenso attraverso una nota diffusa dal suo avvocato. Il giornalista ha dichiarato di aver appreso la decisione "con sconcerto e con preoccupazione per l'informazione tutta", sostenendo che la Rai abbia utilizzato come pretesto quelle che definisce "vergognose congetture, assurde", diffuse nelle ultime ore attraverso dichiarazioni politiche e ricostruzioni giornalistiche. Secondo Ranucci, la motivazione adottata dall'azienda produrrebbe l'effetto opposto rispetto all'obiettivo dichiarato di tutelare il patrimonio editoriale del servizio pubblico, dal momento che riguarda puntate di inchiesta già trasmesse e destinate alla programmazione estiva.

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