One ui 8.5, il beta testing si allarga a s23 e a36, ma gli utenti s25 aspettano ancora la versione stabile

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’ecosistema software del colosso sudcoreano continua a espandersi, seppur con una cadenza che, lo si noterà tra poco, non sembra soddisfare pienamente le aspettative dei possessori dei modelli di punta dello scorso anno. Mentre i nuovi Galaxy S26 godono già da marzo dell’interfaccia proprietaria, per i vecchi top di gamma la situazione è ancora in divenire. Da una parte, infatti, l’azienda ha recentemente allargato il programma beta di One UI 8.5 a una platea più vasta di dispositivi; dall’altra, proprio gli utenti della serie S25 (quella che, tecnicamente, precede immediatamente l’attuale generazione) restano in attesa del rilascio ufficiale, un’attesa che alcune indiscrezioni vorrebbero destinata a protrarsi almeno fino ai primi giorni di maggio.

Un rollout graduale che abbraccia i vecchi flagship e non solo

Il programma beta, iniziato a marzo con un numero limitato di device, ha subito un’accelerazione nei primi giorni di aprile. Oltre alle serie S25 e S24, già coinvolte nelle fasi iniziali, ora anche i possessori di un Galaxy S23 (nelle varianti base, Plus e Ultra) possono iscriversi alla sperimentazione, un’occasione ghiotta per chi possiede uno smartphone di due anni fa e vuole assaggiare le novità in anteprima. Ma l’espansione non si ferma qui: a sorpresa, Samsung ha incluso nel programma anche il Galaxy A36, segnando un’apertura verso la fascia media che finora era mancata, sebbene per quest’ultimo modello l’accesso sia al momento limitato ad alcuni mercati asiatici.

Parallelamente all’allargamento del bacino di utenti, il team di sviluppo sta introducendo funzioni trasversali che mirano a rompere le barriere tra ecosistemi concorrenti. L’ultima beta, infatti, integra il supporto ad AirDrop attraverso la funzione Quick Share: una novità sostanziale, questa, che permette uno scambio di file più fluido tra un telefono Samsung e un iPhone, semplificando una procedura storicamente farraginosa per chi si muove tra i due mondi.

L’incognita della versione stabile e il ritardo accumulato

Se da un lato l’arrivo della beta su S23 e A36 rappresenta una buona notizia per gli utenti di quei modelli, dall’altro il dato più rilevante riguarda il silenzio serbato sulla release definitiva per gli S25. Le fonti che seguono i canali di distribuzione parlano di una roadmap che prevede almeno un paio di beta aggiuntive prima del rilascio pubblico, con la decima build attesa intorno al 20 aprile e l’eventuale lancio della stabile che slitterebbe così al 4 maggio. Un tempismo, questo, che stride con il debutto anticipato della stessa interfaccia sugli S26 e che sta iniziando a sollevare più di un’obiezione tra gli appassionati.

Nel frattempo, chi partecipa al programma di testing sta comunque ricevendo aggiornamenti continui: l’ottava beta, ad esempio, ha già risolto diversi problemi di connettività Bluetooth e migliorato la stabilità generale, oltre a introdurre i già citati miglioramenti nella condivisione. Si tratta di un work in progress costante, ma che evidentemente richiede ancora tempo prima di tradursi in un pacchetto pronto per il grande pubblico.

La modalità “Ocean Mode” fa il suo esordio su s25 ultra

Un discorso a parte merita la fotografia, ambito in cui Samsung sta cercando di affinare l’esperienza utente con strumenti molto verticali. È il caso della cosiddetta “Ocean Mode”, una funzione pensata per gli scatti subacquei che sta debuttando in questi giorni sul Galaxy S25 Ultra. Integrata nell’app Expert RAW (aggiornata alla versione 5.0.08.2), la modalità promette di correggere automaticamente la dominante cromatica e la distorsione tipiche dell’ambiente acquatico, restituendo foto e video molto più naturali.

Va notato, tuttavia, che si tratta di un’implementazione che non modifica le caratteristiche fisiche del dispositivo. L’IP68 dello S25 Ultra, quindi, continua a garantire resistenza all’acqua dolce ma non a quella salata: chi volesse testare la novità in mare, dovrà comunque munirsi di una custodia impermeabile apposita per evitare spiacevoli inconvenienti. La funzione, inizialmente riservata agli addetti ai lavori e poi debuttata sugli S26, rappresenta un esempio di come le feature esclusive tendano a essere riassorbite nel tempo verso i modelli precedenti, arricchendo un parco software che, per il resto, procede a due velocità diverse.

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