Morsa da una zecca, morta dopo un mese per encefalite: il caso di Gianna Sommavilla e i rischi della Tbe
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Redazione Interno
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Il morso di una zecca può trasformarsi in una tragedia. Ne è la prova la vicenda di Gianna Sommavilla, 76 anni, deceduta dopo un mese di agonia a causa di un'encefalite contratta in seguito alla puntura di un artropode. La donna, originaria di Moena e residente a Ziano di Fiemme, in provincia di Trento, era stata morsa l'8 giugno mentre si trovava nei pressi della propria abitazione. I sintomi non hanno tardato a manifestarsi e i familiari l'hanno subito accompagnata all'ospedale di Fiemme a Cavalese.
Nonostante l'avvio tempestivo della profilassi, il quadro clinico della 76enne ha continuato a peggiorare. Il 20 giugno, visto l'aggravarsi delle condizioni, i sanitari ne hanno disposto il trasferimento d'urgenza in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento. Ricoverata in terapia intensiva, la donna ha lottato fino al 10 luglio, quando i danni cerebrali irreversibili provocati dall'encefalite hanno avuto il sopravvento.
La diffusione del virus Tbe e i numeri del contagio
Il decesso di Gianna Sommavilla si inserisce in un quadro epidemiologico in evoluzione: le zecche, complici i cambiamenti climatici e ambientali, non rappresentano più un pericolo circoscritto a chi frequenta i boschi, ma hanno esteso la loro presenza anche ai parchi cittadini e alle aree periurbane. Il Trentino-Alto Adige, in particolare, è una delle regioni italiane dove la sorveglianza sulla Tick-Borne Encephalitis (Tbe), l'encefalite virale trasmessa da questi parassiti, è più alta.
L'infezione può colpire chiunque: prima del caso mortale di Ziano di Fiemme, un altro episodio grave aveva riguardato un allenatore di basket settantenne in Veneto, finito in coma sempre a causa della Tbe. In Veneto, i dati raccolti evidenziano come il virus stia colpendo con frequenza crescente: la malattia di Lyme si è manifestata in 15 persone nel corso del 2025 e in tre nei primi sei mesi del 2026. La Tbe senza complicanze neurologiche ha interessato 13 escursionisti nel 2025 e uno nei primi cinque mesi del 2026.
La forma più grave, caratterizzata appunto da encefalite, è stata diagnosticata in 13 persone lo scorso anno e già in otto nei primi mesi di quest'anno.
Sintomi e prevenzione: il ruolo del vaccino
La Tbe è una malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale. Come spiega Alessandra Bandera, direttrice della Struttura di Malattie infettive dell'Irccs Policlinico di Milano, la puntura di zecca non equivale automaticamente a una malattia: gli aracnidi fungono da vettori di virus o batteri solo se sono a loro volta infetti. Una volta trasmesso, il virus della Tbe ha un periodo di incubazione che varia da alcuni giorni a circa quattro settimane.
Spesso l'infezione è asintomatica, ma in alcuni casi si manifesta con un decorso bifasico: una prima fase con sintomi simil-influenzali, seguita da un periodo di tregua, per poi evolvere in una seconda fase in cui si ha il coinvolgimento del sistema nervoso, con sintomi che possono includere meningite, encefalite e paralisi. Proprio in questa seconda fase il virus può rivelarsi fatale, specialmente nei soggetti anziani o immunodepressi.
Per proteggersi, oltre all'uso di abiti chiari e al controllo accurato della pelle al rientro da attività all'aperto, la prevenzione più efficace è rappresentata dalla vaccinazione. La profilassi vaccinale contro la Tbe è raccomandata per chi risiede in aree endemiche, per i viaggiatori e per i soggetti professionalmente esposti. Il ciclo vaccinale prevede tre dosi, con richiami periodici, e garantisce una protezione elevata, sebbene non assoluta.
Cosa fare in caso di morso
Di fronte a un morso di zecca, la tempestività è cruciale. La rimozione del parassita deve avvenire con una pinzetta, afferrandolo il più vicino possibile alla pelle, evitando assolutamente rimedi fai-da-te come olio, alcol o calore che potrebbero indurre la zecca a rigurgitare, aumentando il rischio di trasmissione di agenti patogeni. Sebbene non sia raccomandata una profilassi antibiotica generalizzata dopo la puntura, è fondamentale monitorare l'eventuale comparsa di sintomi come febbre, mal di testa e stanchezza nelle settimane successive al morso.
In caso di sintomi sospetti, è necessario contattare immediatamente il medico. La vicenda di Gianna Sommavilla, nonostante la rapidità del ricovero e l'avvio delle terapie, dimostra come l'encefalite da zecca possa avere un esito infausto. Un monito che invita a non sottovalutare il pericolo di un piccolo artropode, tanto più in un periodo storico in cui la sua diffusione è in continua crescita.




