Monte dei Paschi lancia l’ops su Mediobanca, ma le adesioni sono minime. Nagel critica il governo
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Redazione Economia
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Mentre i mercati finanziari registrano un timido rialzo per Monte dei Paschi di Siena, che guadagna l’1,4% portandosi a 7 euro, l’offerta pubblica di scambio (ops) lanciata ieri sulla totalità delle azioni Mediobanca stenta a decollare. Nel primo giorno di operatività, infatti, sono state presentate appena 928 adesioni, corrispondenti a un irrisorio 0,0001% del capitale della banca milanese, il cui titolo ha chiuso invariato a 18,25 euro. Un esordio che, seppur non definitivo – la scadenza è fissata all’8 settembre –, sembra riflettere lo scetticismo degli investitori verso un’operazione già giudicata "ostile" e "priva di razionale industriale" dal cda di Mediobanca.
Proprio il management della società guidata da Alberto Nagel, che nei giorni scorsi ha respinto con decisione la proposta di Mps, non ha mancato di sottolineare le "anomalie" del governo in questa vicenda. "Gioca ruoli multipli", ha osservato Nagel durante l’incontro con gli analisti, lasciando intendere come l’esecutivo, pur essendo azionista di riferimento di Monte dei Paschi, sia al tempo stesso regolatore e parte in causa nel delicato risiko bancario. Un conflitto di interessi che rischia di appesantire ulteriormente un’operazione già complessa, il cui "sconto" rispetto alla capitalizzazione attuale di Mediobanca si è comunque ridotto al 2,7%, pari a 410 milioni di euro.
Intanto, la manovra 2025 ha prorogato l’incentivo al posticipo del pensionamento, rivolto ai lavoratori dipendenti che quest’anno maturano i requisiti per l’anticipata flessibile (62 anni e 41 di contributi) o per quella ordinaria (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 e 10 per gli uomini). Dal marzo scorso l’Inps ha avviato le domande, che consentono di rinviare il prepensionamento, rinunciare all’accredito dei contributi mensili (pari al 9,19% della retribuzione) e ricevere l’equivalente in busta paga. Una misura che, se da un lato alleggerisce il carico previdenziale, dall’altro solleva interrogativi sulla sostenibilità del sistema nel lungo periodo.




