La strage di Bangkok e il fantasma di Crans-Montana: uscite di sicurezza bloccate, giovani intrappolati tra le fiamme

La strage di Bangkok e il fantasma di Crans-Montana: uscite di sicurezza bloccate, giovani intrappolati tra le fiamme
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il rogo che ha devastato la birreria Na Ladprao nella zona nord di Bangkok, causando la morte di almeno 27 persone e il ferimento di decine di altre, riporta alla mente i fantasmi di altre analoghe tragedie. Le fiamme, sprigionatesi poco dopo la mezzanotte di domenica 12 luglio, si sono propagate con una violenza inaudita, trasformando quella che doveva essere una serata di svago in una trappola mortale.

Le immagini, diffuse rapidamente sui social network, mostrano una potentissima fiammata orizzontale che si sprigiona dall'ingresso del locale, mentre i clienti, molti dei quali giovanissimi, tentano disperatamente di mettersi in salvo, alcuni con gli abiti in fiamme, in una fuga precipitosa tra il fumo denso e tossico.

Una strage annunciata: le uscite di sicurezza bloccate

Le prime ricostruzioni degli inquirenti, come riportato da fonti ufficiali, dipingono uno scenario di una gravità inaudita che si focalizza sulla possibile negligenza nella gestione della sicurezza. La polizia thailandese ha dichiarato che l'ipotesi principale attorno a cui si sta muovendo l'indagine è quella della negligenza.

Il governatore di Bangkok, Chadchart Sittipunt, ha rivelato elementi agghiaccianti riguardo le vie di fuga: due uscite di sicurezza, una delle quali vicino alla cucina, erano ostruite, la prima da casse di birra e la seconda da un tavolo, rendendo di fatto impossibile un'evacuazione ordinata.

La dinamica, drammaticamente simile a quella del rogo del locale "Le Constellation" a Crans-Montana, avvenuto il 1° gennaio di quest'anno, solleva interrogativi sulla cultura della sicurezza in locali simili, dove la conformità alle normative spesso viene sacrificata sull'altare del profitto o della negligenza.

Il cortocircuito elettrico e il panico nel locale

Secondo le prime ricostruzioni tecniche, l'incendio sarebbe stato innescato da un cortocircuito elettrico in un condizionatore d'aria posizionato sul soffitto, nei pressi del palco. Un musicista che si stava esibendo nella birreria, il cui nome non è stato reso noto, ha raccontato al primo ministro Anutin Charnvirakul di aver visto del fumo fuoriuscire da un interruttore elettrico; subito dopo, un forte scoppio e il black-out hanno gettato il locale nel buio, mentre il fumo si diffondeva rapidamente.

Le fiamme, alimentate probabilmente da materiali infiammabili usati per la decorazione del soffitto e per l'isolamento acustico, si sono propagate in pochi istanti, inghiottendo l'ingresso e costringendo i presenti a riversarsi verso il fondo dell'edificio, dove hanno trovato le uscite di sicurezza bloccate. Molti corpi senza vita sono stati ritrovati proprio nei bagni, un'area che i sopravvissuti hanno identificato come l'ultimo luogo in cui rifugiarsi prima di essere sopraffatti dal fumo.

La risposta delle autorità e le indagini in corso

La scena del crimine è stata immediatamente isolata e le operazioni di soccorso, iniziate intorno alla mezzanotte, hanno permesso di domare le fiamme in circa trenta minuti. Il premier Anutin Charnvirakul, recatosi personalmente sul posto nelle prime ore del mattino, ha confermato il tragico bilancio e ha disposto una "rigorosa indagine", definendo l'accaduto una "tragedia nazionale".

Al momento, polizia e vigili del fuoco stanno esaminando con attenzione non solo l'impianto elettrico e i materiali di rivestimento del locale, ma anche la conformità delle strutture e la presenza di eventuali lavori di ristrutturazione abusivi che potrebbero aver aggravato la situazione. Un video diffuso dal governo mostra il primo ministro mentre un vigile del fuoco gli segnala che una porta, identificata come via di fuga, era chiusa con due catenacci, una circostanza che di fatto ha impedito a molte persone di salvarsi.

Il precedente e il monito per il futuro

Quella di Bangkok non è una ferita nuova per la Thailandia, che già in passato aveva pianto vittime in analoghi incidenti. Il riferimento più immediato è all'incendio della discoteca Santika, che nella notte di Capodanno del 2009 causò 66 morti e centinaia di feriti. Ma anche il ricordo del tragico rogo al "Le Constellation" di Crans-Montana, in Svizzera, che costò la vita a 40 persone, aleggia in questa vicenda per le analogie nelle modalità di propagazione delle fiamme e per la fatale questione delle uscite di sicurezza inadeguate.

Mentre a Bangkok le autorità sono impegnate nell'identificazione delle vittime, molte delle quali non avevano documenti o sono ricoverate in condizioni critiche, il rogo del Na Ladprao si trasforma in un ennesimo, doloroso monito: la mancata applicazione delle più elementari norme di sicurezza può trasformare un luogo di divertimento in una trappola mortale, senza lasciare scampo.

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