Chiara Ferragni salva Fenice con una ricapitalizzazione da 6,4 milioni
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Redazione Economia
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Chiara Ferragni mette mano al portafoglio per evitare il tracollo della sua azienda. La società Fenice Srl, proprietaria dei marchi legati all’imprenditrice digitale, ha approvato un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro, necessario per far fronte a un crollo dei ricavi passati, nel 2024, da 12 a 2 milioni di euro. La decisione, presa in assemblea lunedì 10 marzo, è stata sostenuta dai principali azionisti, ma non è mancata una spaccatura interna che potrebbe avere sviluppi giudiziari.
L’aumento di capitale è stato votato a favore da Sisterhood Srl, società riconducibile alla stessa Ferragni e detentrice del 32,5% delle quote, e da Alchimia Spa, legata all’ex presidente Paolo Barletta, che controlla il 40% di Fenice. Sisterhood, in particolare, si è detta pronta a sottoscrivere l’intera somma necessaria, inclusa la parte non coperta dagli altri soci, per garantire la continuità operativa dell’azienda. Claudio Calabi, amministratore unico di Fenice, ha gestito l’operazione, posticipando i termini per consentire l’approvazione della delibera.
Tuttavia, non tutti i soci hanno accolto positivamente la manovra. Pasquale Morgese, imprenditore con una quota del 27,5%, ha votato contro la ricapitalizzazione e potrebbe impugnare il bilancio e le delibere assembleari. La sua opposizione, se concretizzata in un’azione legale, potrebbe complicare ulteriormente un quadro già delicato per Fenice, che negli ultimi mesi ha visto ridursi drasticamente i propri ricavi.




