McNulty vince il Mondiale di ciclismo dopo una fuga folle a Montreal
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Redazione Salute
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Brandon McNulty ha vinto il Mondiale di ciclismo su strada a Montreal al termine di una gara imprevedibile, conquistando la maglia iridata con un attacco solitario che ha sorpreso i grandi favoriti. Lo statunitense dell’UAE Team Emirates XRG ha tagliato il traguardo da solo dopo una prova durissima, precedendo Michael Matthews e Mathieu Van der Poel. Per il corridore di Phoenix è arrivato il successo più importante di una carriera costruita spesso al servizio dei capitani.
La fuga decisiva e una vittoria costruita da lontano
McNulty ha imposto il proprio ritmo nella fase finale della corsa, approfittando di una situazione tattica estremamente frammentata. Il suo attacco ha preso forma quando mancavano circa 32 chilometri all’arrivo e nessuno degli inseguitori è riuscito a trovare l’accordo necessario per ricucire il distacco. Dopo 6 ore, 17 minuti e 4 secondi di gara, l’americano ha potuto celebrare il successo in solitaria, mentre alle sue spalle Matthews ha regolato il gruppo degli inseguitori conquistando l’argento davanti a Van der Poel.
Il risultato rappresenta un cambio di prospettiva per un corridore abituato soprattutto al ruolo di gregario. McNulty è stato spesso chiamato a lavorare per Tadej Pogacar, suo capitano nell’UAE Team Emirates XRG, ma negli ultimi anni aveva già mostrato capacità da protagonista nelle prove contro il tempo e nelle corse di un giorno. Tra i suoi risultati precedenti figurano il Giro di Polonia, una tappa del Giro d’Italia e una vittoria al Grand Prix Cycliste de Montréal, elementi che avevano evidenziato il suo valore anche lontano dal lavoro di squadra.
Il Mondiale dei favoriti battuti e il ruolo di McNulty
La corsa canadese ha lasciato fuori dal podio diversi nomi attesi alla vigilia. Remco Evenepoel non è riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria, mentre Van der Poel ha dovuto accontentarsi della terza posizione dopo aver tentato di gestire una gara esplosa nelle fasi conclusive. L’assenza di Pogacar, fermato da un infortunio alla Vuelta, aveva aperto lo scenario a più pretendenti e trasformato la prova iridata in una sfida senza un favorito unico.
Il nuovo campione del mondo ha raccontato di non aver considerato realmente possibile il successo prima della partenza. La sua vittoria è arrivata seguendo una caratteristica che lo accompagna anche fuori dalle competizioni: la predilezione per le imprese individuali e per le esperienze lontane dalla dimensione del gruppo. Dopo il traguardo McNulty ha parlato di una giornata vissuta come un evento quasi impossibile, lasciandosi andare all’emozione per il risultato ottenuto.
Ciccone chiude nono: l’Italia sfiora la medaglia
Giulio Ciccone ha concluso il Mondiale al nono posto, arrivando insieme al gruppo dei migliori a 14 secondi dal vincitore. L’azzurro ha provato a muoversi sulle salite del finale, cercando di sfruttare le proprie caratteristiche nelle fasi più selettive della corsa, ma non è riuscito a trasformare l’azione in un piazzamento sul podio.
Il corridore italiano ha espresso rammarico per il risultato, spiegando che la squadra avrebbe meritato una medaglia dopo una prestazione combattiva. La sua posizione nella top 10 conferma il ruolo di riferimento per l’Italia nelle gare di un giorno caratterizzate da percorsi impegnativi, dopo il sesto posto ottenuto nell’edizione precedente disputata in Ruanda.
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