Massimo Bagnato arrestato per stalking, l’avvocato: “È stato cruento”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’arresto del comico Massimo Bagnato, noto al pubblico televisivo per le sue partecipazioni a programmi come Zelig e Quelli che il calcio, è avvenuto lo scorso 27 aprile nel quartiere romano della Balduina con modalità che il suo difensore non ha esitato a definire “brusche e secche”, quasi a voler sottolineare un eccesso di zelo da parte dei carabinieri della stazione Medaglie d’Oro. A chiamare le forze dell’ordine, secondo quanto ricostruito da Repubblica e Il Messaggero, sarebbe stata la donna che nei suoi confronti ha sporto denuncia, l’ex compagna per la quale il comico – attualmente sottoposto al divieto di avvicinamento in attesa del processo – si sarebbe reso protagonista di una serie di comportamenti riconducibili al reato di stalking. Il legale, pur senza fornire dettagli espliciti sugli accadimenti, ha però rovesciato la prospettiva accusatoria: ciò che l’autorità giudiziaria interpreta come persecuzione, a suo dire, consisterebbe in “piccoli episodi di disturbo”, privi di quella gravità e di quella reiterazione necessarie per configurare il reato.

La difesa ridimensiona le accuse: “Assenza di reiterazione”

La strategia processuale, intuibile dalle dichiarazioni rilasciate dall’avvocato di Bagnato, punta dunque a decostruire l’impianto accusatorio pezzo dopo pezzo. Il legale ha infatti ammesso la spiacevolezza di alcuni gesti – senza mai specificare quali fossero – ma ha negato con decisione l’esistenza di un’azione sistematica e minatoria, cioè di quel “continuo e insistente” che la legge richiede per trasformare un fastidio in un reato. La donna, dal canto suo, ha ottenuto dal giudice la misura cautelare del divieto di avvicinamento, un provvedimento che testimonia come le sue dichiarazioni abbiano trovato al momento un riscontro sufficiente agli occhi dell’autorità. L’arresto è stato successivamente convalidato, e proprio a margine di quella convalida il difensore ha lasciato trapelare la propria convinzione che si sia trattato di un intervento inutilmente cruento – aggettivo, quest’ultimo, che pesa come un macigno nel linguaggio giudiziario.

L’intervento dei carabinieri e la convalida dell’arresto

Le modalità con cui i militari hanno proceduto al fermo sono al centro della polemica sollevata dalla difesa; se da un lato l’ordinanza che ha convalidato l’arresto legittima l’operato delle forze dell’ordine, dall’altro l’avvocato ha voluto lasciare intendere che si sarebbe potuto agire con maggiore gradualità. Il quartiere Balduina, teatro dell’episodio che ha scatenato la reazione della ex compagna, è un’area residenziale della capitale; qui i carabinieri della stazione Medaglie d’Oro sono intervenuti dopo la richiesta d’aiuto della donna. Non sono trapelati ulteriori particolari sulla presunta condotta di pedinamento – circostanza, questa, che alcuni media hanno ventilato – né sul numero esatto degli episodi contestati. Il comico, per il quale vige ora il divieto di avvicinamento alla persona offesa, resta in attesa del processo che dovrà fare piena luce sulla vicenda.

Un volto noto della tv davanti al giudice

La notorietà di Bagnato, costruita negli anni sui palchi dei teatri e sugli schermi televisivi, rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio: da un lato alimenta l’interesse mediatico, dall’altro espone ogni dettaglio della vicenda a un vaglio pubblico serrato. Il legale, con le sue parole, ha cercato di spostare l’attenzione sulla reazione delle forze dell’ordine e sull’effettiva entità dei presunti atti persecutori, descrivendoli come sporadici e di lieve entità. Rimane il fatto che la misura restrittiva è stata applicata e poi convalidata, e che la donna ha ottenuto una protezione giuridica immediata. Il prossimo passaggio in tribunale – dove non è ancora stata fissata una data – dovrà stabilire se quelle condotte, per quanto “piccole” secondo la difesa, integrino o meno il reato di stalking, così come se le modalità dell’arresto meritino una qualche forma di censura procedurale.

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