Massimo Bagnato, il comico di Zelig arrestato per stalking: pedinamenti e scenate sotto casa dell’ex
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Redazione Interno
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Non c’è copione, in questo caso, che tenga. Massimo Bagnato, noto volto della comicità italiana reso celebre dalle sue apparizioni in programmi come “Zelig” e “Quelli che il calcio”, è finito in manette con l’accusa di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. L’arresto, avvenuto lunedì sera nella zona della Balduina a Roma, restituisce l’immagine di un artista – che ha sempre fatto del paradosso la sua cifra stilistica – alle prese con la dura realtà di un’aula di tribunale. La donna, dopo una relazione durata circa un decennio conclusasi solo all’inizio di aprile, lo ha denunciato per una serie di comportamenti ossessivi che l’avrebbero costretta a vivere in uno stato di ansia e paura, tanto da modificare le proprie abitudini quotidiane per evitare incontri indesiderati.
La telefonata interrotta e la furia in strada secondo la ricostruzione dei carabinieri
Tutto ha avuto inizio intorno alle 20:30, quando i carabinieri della stazione Medaglie d’Oro hanno ricevuto una richiesta di aiuto. La vittima, rientrando presso la propria abitazione, si era accorta della presenza dell’ex compagno che, secondo quanto riferito, insisteva per parlare nonostante il suo rifiuto. La comunicazione telefonica si è interrotta bruscamente, e i tentativi degli operatori di richiamare sono falliti. Sul posto, i militari hanno trovato Bagnato in evidente stato di agitazione: l’uomo inveiva e scalciava, mostrando una condotta che gli inquirenti hanno definito “minacciosa”. Durante il trasferimento in caserma, neppure le manette sono riuscite a placarlo: voltandosi verso l’ex compagna, le avrebbe urlato “Guarda cosa mi hai fatto, guarda cosa mi hai combinato”, indicandole i polsi legati in un gesto che il pubblico ministero ha interpretato come un ulteriore atto di prevaricazione psicologica.
Dalla querela dettagliata al diniego del carcere: il nodo della “condotta educata”
La vicenda giudiziaria si basa su una querela circostanziata, in cui la donna ha ricostruito giorno per giorno una persecuzione iniziata subito dopo la rottura. I due avevano condiviso una storia decennale, e il comico – stando alle accuse – non avrebbe accettato la fine del rapporto. Lo avrebbe pedinata fuori dalla palestra che frequenta, attesa sotto casa in più occasioni e avrebbe cercato contatti ossessivi via WhatsApp, nonostante lei lo avesse bloccato. Nella sua difesa, affidata all’avvocato Claudio Berardi, Bagnato non ha negato i pedinamenti. Ha anzi ammesso di averla aspettata in quelle circostanze, precisando però di averlo fatto “sempre con educazione” e con l’unico scopo di ottenere un chiarimento sulla rottura. Una distinzione – quella tra “richiesta insistente” e “minaccia” – che nelle aule di giustizia fa la differenza e che sarà al centro del dibattimento.
Divieto di avvicinamento e prossimo processo: cosa rischia l’artista romano
Sottoposto al processo per direttissima, Bagnato ha visto il fermo convalidato dal giudice. La procura, ritenendo il quadro indiziario grave, aveva spinto per la custodia cautelare in carcere. La richiesta, tuttavia, è stata respinta: il tribunale ha optato per una misura meno afflittiva, ritenendo che non sussistessero gli estremi della “concreta violenza” che avrebbe giustificato il carcere. Per il comico è scattato così un severo divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima – un provvedimento che, di fatto, lo tiene a distanza dalla sua abitazione e dal suo ambiente lavorativo. Si torna a parlare, inoltre, di una possibile incompatibilità con i suoi impegni professionali: la ex compagna, stando a quanto trapelato, frequenta gli stessi ambienti radiofonici in cui Bagnato lavora attualmente. Il processo vero e proprio, che dovrà fare chiarezza su questi episodi, riprenderà con la prossima udienza fissata per il 10 luglio.




